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Molti consumatori sono ancora convinti che responsabile del prodotto difettoso sia il produttore e spesso questo equivoco è alimentato dagli stessi venditori che raccontano questa storiella all’acquirente. Invece la responsabilità è soltanto del venditore, come ha stabilito il decreto legislativo n. 206/2005 e il consumatore ha diritto, in prima battuta, alla riparazione del prodotto, se celere e soddisfacente, o, in caso contrario, alla sostituzione del prodotto o al rimborso del prezzo, qualora non sia deperibile il medesimo modello. Il venditore ha a sua volta la possibilità di rivalersi sul produttore o fornitore.
Il produttore è responsabile invece del danno da prodotto difettoso, che è tenuto a risarcire, ma solo se eccede la somma di 387 euro. Questa norma è contenuta sempre nel decreto legislativo n. 206/2005. Se, per esempio, un televisore scoppia provocando lesioni personali oppure danni all’appartamento di valore superiore a 387 euro, il produttore o l’importatore ne rispondono. A parte la soglia di valore, vi sono però altre limitazioni e prescrizioni, alcune delle quali sono una burletta.
  • La richiesta di risarcimento del consumatore deve essere fatta per iscritto e deve contenere l’indicazione del prodotto che ha causato il danno, il luogo, la data approssimativa di acquisto e l’offerta in visione del prodotto, se ancora esistente. La domanda deve essere fatta entro 3 anni e il diritto al risarcimento si estingue dopo 10 anni da quando il produttore o l’importatore hanno messo in circolazione il prodotto.
  • Il danneggiato deve provare il difetto del prodotto, il danno e la connessione causale tra difetto e danno. Questa norma è diabolica ed è stata palesemente studiata per evitare i risarcimenti. Come si fa a dimostrare il difetto di un’auto che si è ribaltata e che il ribaltamento è dovuto al difetto e non ad una guida imprudente?
  • Il risarcimento non è dovuto se il consumatore non ha seguito le istruzioni e le precauzioni d’uso. Non è dovuto neanche se il danno non era prevedibile allo stato delle conoscenze scientifiche e tecniche, cosa che il produttore avrà buon gioco nel dimostrare.
  • Il risarcimento non è dovuto neanche se il produttore dimostra che il difetto non esisteva ancora al momento in cui il prodotto è stato messo in circolazione. Anche questo non è difficile da provare.
  • Il risarcimento riguarda l’eventuale danno, non il prodotto che l’ha causato qualora sia distrutto o deteriorato.