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Il deposito cauzionale è illegittimo afferma l’Avv. Saverio Cuoco, responsabile regionale dell’Unione Nazionale Consumatori e diffida il Comune a sospendere immediatamente la delibera di Giunta che ha approvato l'applicazione del deposito cauzionale sul servizio idrico, pari a tre mensilità del consumo medio annuo, in caso contrario è pronto ad attivare una class action e mettere in discussione il protocollo d’intesa con le associazioni dei consumatori.     

Introdotto da una delibera dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e servizio idrico (n° 86/2013 del 28 febbraio 2013), prevede all’art.3 della stessa, che il gestore possa chiedere all’atto della stipulazione del contratto di somministrazione, il versamento di un deposito cauzionale a garanzia di una eventuale morosità dell’utente.

Tale deposito cauzionale non potrà essere richiesto qualora il gestore non abbia adottato e pubblicato una carta dei servizi conforme alla normativa in vigore.

Nessun deposito cauzionale potrà essere richiesto, se l’utente si avvale della domiciliazione bancaria, postale o su carta di credito della bolletta.

L’associazione è nettamente contraria a questo nuovo salasso che incide fortemente su beni primari indispensabili quali l’acqua potabile e colpendo indistintamente tutte le famiglie reggine, penalizza inevitabilmente le fasce deboli, specie in un periodo di grande difficoltà economica e di continui disservizi nella erogazione dell’acqua ad interi quartieri del comprensorio comunale.

I motivi di illegittimità sull’applicazione del deposito cauzionale nelle bollette dell’acqua sono molteplici e circostanziate.

Premettiamo che la norma della delibera introduce una semplice facoltà per i gestori, infatti possono, ma non sono tenuti a richiedere il deposito cauzionale, pertanto l’alto costo delle tariffe idriche e le recenti e continue proteste per la mancata erogazione dell’acqua, avrebbero dovuto impedire, soprattutto per ragioni di buon senso, l’applicazione di tale balzello, che penalizza ulteriormente le famiglie reggine.

Ribadiamo inoltre che come la delibera citata, anche il Regolamento comunale approvato con deliberazione del Consiglio comunale n° 20 del 30 luglio 2015, prevede all’art. 33 l’applicazione del deposito cauzionale solo per i nuovi contratti di somministrazione dell’acqua.

Inoltre, la mancata adozione di una carta dei servizi conforme alla normativa in vigore, rende illegittima l’applicazione del deposito cauzionale, ricordiamo infatti che essa e’ uno strumento di informazione e comunicazione molto importante, poiché permette a tutti i cittadini di tutelare i propri diritti, di conoscere la qualità dell’acqua e di contribuire al miglioramento del servizio idrico esercitando diritti e prerogative dell’utenza.

L'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico, è intervenuta a più riprese su tale tema, a partire dalla deliberazione n.586 del 28/12/2012 che obbliga i gestori a rendere disponibili sul sito la propria carta servizi e le informazioni relative alla qualità dell'acqua fornita ed alla relativa tariffazione e con successive deliberazioni che escludono dagli aggiornamenti tariffari le gestioni che non hanno adottato la Carta Servizi.

Il Comune di Reggio Calabria a tale proposito è sprovvisto di una carta dei servizi conforme alla normativa in vigore, che possa consentire l’applicazione del deposito cauzionale.

Pertanto l’Unione Nazionale Consumatori Calabria, chiede che l'Amministrazione comunale si astenga dal richiedere all'utenza il pagamento del deposito cauzionale, che non può peraltro essere consentito, in maniera unilaterale, introducendo modifiche ai contratti di somministrazione in essere con gli utenti. Del resto il deposito cauzionale, non rappresenta né un costo di esercizio né di investimento, ma costituisce una forma di pagamento senza alcun corrispettivo.

L’Unione Nazionale Consumatori pertanto ritiene inammissibile l’applicazione del deposito cauzionale per i motivi elencati e diffida il comune a non applicarla, diversamente ricorrerà all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e servizio idrico e successivamente all’Autorità Giudiziaria, attraverso la proposizione di una class action.

Fa presente inoltre che tale iniziativa, ledendo chiaramente quanto concordato con le associazioni dei consumatori attraverso la stipula di un protocollo d’intesa siglato il 09 febbraio 2017, che prevede tra le finalità della stessa, una città fiscalmente più equa, la tutela delle fasce più deboli della popolazione, nonché l’adozione di strategie politiche ed amministrative volte all’abbattimento della pressione fiscale, disattende pienamente i principi in esso espressi, tanto da non consentire al momento all’Unione Nazionale Consumatori, fintanto che non vengono rispettati gli accordi convenuti, di poter partecipare ad eventuali incontri o tavoli tecnici annunciati o programmati.