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EMANUELE BONINI

Gli italiani vanno su internet, ma lo usano poco per fare acquisti. E-bay, Amazon, Zalando, Booking e trivago. Sempre più gente in Europa acquista vestiti, articoli sportivi, libri, biglietti aerei e pacchetti vacanze on-line, ma questo è assai meno vero per l’Italia, che nonostante un aumento dei click resta quintultimo Paese dell’Ue per shopping su internet nel 2017. I dati Eurostat diffusi sembrano indicare altre priorità per gli internauti tricolore. Probabilmente si preferisce ascoltare musica o postare i propri pensieri su Twitter o Facebook, e lasciarsi trasportare dal piacere di toccare con mano i prodotti per negozi. Certo è che gli italiani mostrano fin qui una minore propensione alla spesa via computer, nonostante un’inversione di tendenza tra le più forti in Europa. 

Si inizia a comprare di più, ma si acquista meno degli altri  

Ci sono veri e propri fanatici dello shopping on-line nell’Ue. Sono britannici, svedesi, danesi, tedeschi, lussemburghesi e olandesi. Almeno l’80% di loro ha l’abitudine di comprare su internet. Tutt’altra la situazione in Italia. Lo scorso anno il 73% della popolazione ha fatto un uso continuato di internet, ma solo il 32% l’ha utilizzato per rinnovare il guardaroba, aggiungere un nuovo cd musicale alla propria collezione o organizzarsi un viaggetto. Nell’Ue, solo in altri quattro Paesi si acquista on-line meno dell’Italia (Croazia, Cipro, Romania e Bulgaria).  

Qualcosa però sta cambiando. Tra il 2012 e il 2017 l’istituto di statistica europea rileva i maggiori aumenti nell’e-shopping («15 punti percentuali o più») in Repubblica ceca, Lituania, Spagna e proprio Italia (+15%).  

Problemi demografici e di connessione più che culturali  

L’Italia ha ritardi, ma non culturali. Dando un’occhiata ai dati sull’utilizzo di internet emerge un divario col resto d’Europa negli accessi alla rete. Nel 2017 ha utilizzato internet il 73% della popolazione. Un quarto degli italiani è dunque tagliato fuori dalla tecnologia e non ha quindi la possibilità di utilizzare i servizi di compra-vendita telematica. In Danimarca e Svezia praticamente tutti sono collegati col web (97%), e lo stesso vale per Paesi Bassi (96%) e Regno Unito (95%). Il sistema Paese risulta dunque agli ultimi posti della classifica per acquisti su internet perché agli ultimi posti dell’Ue per utilizzo di internet. Nello specifico, l’Italia si colloca al 23esimo posto su 28 per regolare utilizzo di internet nel corso dello scorso anno. 

Non solo. Eurostat rileva un «costante» aumento dell’e-shopping, «con l’aumento maggiore tra i giovani utenti di Internet». Qui l’Italia sconta il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione. E’ il secondo Stato membro più vecchio dopo la Germania (dati 2016).