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Nonostante la legge abbia stabilito i requisiti di sicurezza dei giocattoli fin dal 1991, i controlli sono difficili, anche perché si tratta di un mercato molto articolato e i prodotti sono tantissimi. A tale proposito, il ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con il Consiglio nazionale consumatori e utenti, ha elaborato e diffuso un’ottima guida all’acquisto del “giocattolo sicuro”. Questi i consigli per i genitori.
·      Tutte le informazioni e le avvertenze in etichetta devono essere anche in lingua italiana; se sono soltanto in lingua estera, il giocattolo è irregolare e sospetto.
·      Verificare se c’è la marcatura “CE” e il nome (o ragione sociale, o marchio) del fabbricante o del responsabile dell’immissione sul mercato, con relativo indirizzo; se mancano, il giocattolo è inaffidabile. Assai più della marcatura CE, che viene apposta dallo stesso fabbricante o dall’importatore, la sicurezza del giocattolo è garantita dal marchio “Giocattoli sicuri” o IMQ (per quelli elettrici), che ne attestano la conformità alle norme.
·      Verificare anche che vi siano le avvertenze sulle fasce d’età consigliate ed eventualmente quelle specifiche legate al tipo di giocattolo, le precauzioni d’uso per la manutenzione e il montaggio, la scritta “Attenzione, da usare sotto la sorveglianza di adulti” per i giocattoli che riproducono apparecchi destinati agli adulti o che contengono prodotti chimici.
·      I giocattoli non adatti ai bambini di età inferiore a tre anni devono riportare la scritta “non indicato per bambini di età inferiore a tre anni” oppure il relativo simbolo costituito dal cosiddetto “fantasmino” (un cerchio barrato con all’interno una testa di bambino e la scritta 0-3).
Ricordarsi che vi sono prodotti che, pur sembrando giocattoli, non lo sono e quindi non devono avere gli stessi requisiti di sicurezza e prescrizioni di etichettatura: per esempio, i puzzle con più di 500 pezzi, le freccette con punte metalliche, i piccoli elettrodomestici e videogiochi funzionanti con tensione superiore a 24 volt, le decorazioni natalizie, eccetera. Non comprare soprattutto i “puntatori laser” venduti sotto forma di piccole torce tascabili, penne e altri oggettini: non sono giocattoli e possono causare lesioni irreversibili agli occhi.
Per quanto riguarda in particolare i giocattoli elettrici, il Comitato elettrotecnico italiano (CEI) ha emanato alcune prescrizioni di sicurezza che però non sono vincolanti per i produttori i quali hanno soltanto la facoltà di affidare all’IMQ la certificazione di queste prescrizioni di sicurezza e, se l’esame viene superato, il giocattolo riporta il marchio “IMQ”, l’istituto delegato per legge a verificare la rispondenza dei prodotti elettrici alle norme tecniche di sicurezza. Viene verificato, ad esempio, che le parti in tensione siano protette in modo che anche il bambino più curioso non possa toccarle; che i materiali impiegati non possano danneggiarsi a causa del calore o bruciare violentemente; che il giocattolo abbia una resistenza meccanica tale da escludere rotture inaspettate e pericolose; che non abbia spigoli e bordi che possano ferire il bambino o parti che possano essere inghiottite, eccetera.
In genere, la tensione di alimentazione dei giocattoli elettrici che utilizzano la corrente di casa è compresa entro 24 volt, ossia un valore non pericoloso, ma bisogna proprio fare attenzione che non sia superiore, perché in tal caso il prodotto non è considerato giocattolo e quindi non è soggetto alle severe norme che disciplinano il settore. Il componente fondamentale è il trasformatore, che serve per ridurre la tensione da 220 a 24 volt e che deve essere anch’esso costruito in modo tale che l’isolamento sia adeguato onde impedire, in caso di guasto, che si abbia la tensione a 220 volt ove deve essere a 24. Anche la sicurezza dell’isolamento è verificata e certificata dal marchio IMQ; quando si acquistano le piste per le automobiline elettriche o i trenini, il trasformatore è normalmente compreso nella confezione, altre volte deve essere acquistato separatamente, ma in ambedue i casi è importante accertarsi che abbia il marchio IMQ. Fra le prove vi è anche quella per controllare la “compatibilità elettromagnetica”: il giocattolo elettrico, in pratica, non deve disturbare il funzionamento delle altre apparecchiature elettriche ed elettroniche, né essere a sua volta disturbato. Infine, l’IMQ controlla che il giocattolo sia indifferente alle cariche elettrostatiche che si formano, ad esempio, quando il bambino strofina la mano sul pullover accumulando così una piccola carica elettrica che poi, toccando qualche componente del giocattolo, potrebbe provocare un guasto ai microchip o un malfunzionamento.