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Cresce l'inflazione, si svuota il carrello della spesa e le famiglie comprano sempre più spesso  prodotti non di marca.  Stando alle rilevazioni di Iri-Infoscan (che monitora oltre 7mila punti vendita tra ipermercati, supermercati e grandi negozi), nel bimestre maggio-giugno c'è stata una flessione dei volumi di vendita dei prodotti di largo consumo confezionato: -0,7% rispetto al 2007. "Era dal periodo gennaio-febbraio dello scorso anno che, in termini di volumi, non si assisteva a un calo". Secondo la rilevazione "il largo consumo sembra quindi avviarsi verso una fase recessiva". A pesare è il caro-prezzi che, secondo l'indagine, per i beni di largo consumo a giugno è schizzato al 4,6% (contro il 3,8% dell'indice nazionale), senza considerare che "fino a settembre, è ragionevole attendersi una tendenza rialzista".

Anche negli ultimi mesi, comunque, il rallentamento era stato abbastanza evidente: nei primi due mesi dell'anno le vendite erano infatti aumentate del 3,4% in volume e del 7,2% in valore, mentre a marzo-aprile i volumi erano cresciuti solo dello 0,7% (+5,6% in valore).

In generale, quindi, nel primo semestre, a fronte di un aumento della spesa del 5,7% si registra un tasso di crescita dei consumi in calo sul 2007, culminato con la flessione sotto zero di maggio-giugno: "Un chiaro segnale di debolezza della domanda - dice lo studio - che potrebbe consolidarsi nei prossimi mesi".

Per fronteggiare l'emergenza le famiglie italiane "cambiano il mix dei prodotti e marche acquistate" e a farne le spese sono i prodotti di marca. E più cari. A guadagnarne le cosiddette private label, vale a dire i prodotti che espongono il marchio del supermercato stesso. Il calo delle vendite in volume, infatti, è interamente da addebitare all'industria di marca, in contrazione nei volumi da tre mesi (-2,7% ad aprile, -2,5% a maggio e -0,9% a giugno), mentre le private label continuano a crescere (a giugno si registra un aumento del 5,1%, contro il +10,8% di maggio).

Ancora una volta prodotti freschi (+7,4%) e drogheria (+7%) si confermano i comparti più in tensione. Rallentano i prodotti per la cura della casa e per quella della persona, senza contare che la spesa in elettrodomestici bianchi e bruni si è ridotta del 6,3%. Alimentari e bevande, invece, mantengono un ritmo di crescita dei volumi grosso modo costante (+0,9% contro il +1,2% del 2007).