Notizie recenti

Newsletters

 
 
Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Se gli italiani mangiano meno «mediterraneo» è colpa dei prezzi. Frutta, verdura, olio, pasta. Tutto costa troppo. E il pane? È diventato quasi un prodotto di lusso. Fino a dieci anni fa era impossibile addirittura pensarlo. La pagnotta, nelle sue varie forme e sapori, è sempre stata presente sulle tavole degli italiani, fresca e croccante, di giornata. Ma dal 2000 ad oggi la discesa del consumo del pane è stata vertiginosa e inarrestabile e con il meno 5,5% dei primi tre mesi del 2008 si è toccato il minimo storico. Le abitudini dei giovani e le diete spiegano solo in piccola parte il calo dei consumi che trova il suo motivo principale nell'aumento del prezzo.
L'Istat dice che negli ultimi venti anni il costo del pane per il consumatore è aumentato costantemente. Ma limitiamoci pure agli ultimi due. Più 4 per cento nel 2006 e più 13,3 per cento nel 2007. Solo a maggio 2008 è salito di un altro 0,7 per cento.
Rovescio della medaglia: quanto di meno comprano gli italiani? L'allarme arriva direttamente da Cia (Confederazione italiana coltivatori) e Coldiretti, su dati Ismea. «Nel primo trimestre del 2008 c'è stato un altro calo degli acquisti di pane del 5,5 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno — dice il presidente della Cia Giuseppe Politi —. Per il pane, ma anche per la pasta, il crollo dei consumi si protrae da anni».
A questo punto, incalza la Coldiretti, «serve una ricomposizione della filiera poiché i troppi passaggi e le inefficienze portano i prezzi alle stelle e danneggiano le imprese agricole due volte perché riducono i margini e favoriscono il calo dei consumi».