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Capita purtroppo ancora con una certa frequenza di scoprire che il proprio Bancomat o la propria Carta di credito siano usati fraudolentemente per sottrarre importi anche considerevoli a ignari consumatori. Altrettanto frequentemente accade che, rivolgendosi alla propria banca ci si senta rispondere che nessuna responsabilità è addebitabile all’istituto o alla società emittente la carta.

Le cose, naturalmente non stanno così, come conferma la “giurisprudenza” ormai costante  dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) al quale ci si può rivolgere per risolvere stragiudizialmente le controversie che insorgono tra clienti e banche o altri intermediari.

Ancora recentemente l’ABF ha riconosciuto il rimborso delle somme sottratte al consumatore che non si accorge di aver subito il furto del bancomat e quindi non lo abbia denunciato immediatamente. Ciò vale persino nel caso in cui sia la stessa Banca a contattare il cliente per informarlo di ripetute operazioni di prelievo, effettuate in una Regione diversa da quella di residenza, per cifre che superavano la consueta soglia di utilizzo della carta. Solo in quel momento il titolare aveva effettivamente capito di aver perso il bancomat, che evidentemente qualcuno stava utilizzando senza il suo consenso.

Dopo l’avvertimento della banca e l’amara scoperta il titolare aveva provveduto immediatamente a denunciare l’accaduto, precisando (questo è importante che sia verbalizzato dagli agenti che raccolgono la nostra querela) di non aver mai custodito il bancomat insieme al codice Pin. Nonostante la denuncia, però, l’intermediario finanziario si era rifiutato di riconoscere il rimborso richiesto, “incolpando” il cliente di non aver attivato il servizio “Sms Alert” (che ci avvisa con un messaggio sul telefono di eventulai prelievi) e sostenendo che le ripetute operazioni non potevano essere avvenute senza inserimento del codice Pin.

Ecco perché si è reso necessario il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario che ha riconosciuto il diritto alla restituzione delle somme indebitamente prelevate da ignoti, in quanto la Banca avrebbe dovuto dimostrare, per sottrarsi a tale obbligo, la colpa grave o il dolo del titolare del bancomat. Infatti (e questo è bene ricordarlo) non può essere considerata una condotta contraria alla diligenza quella di non verificare quotidianamente di essere ancora in possesso della propria carta.

Quindi ricordiamo che il titolare di un bancomat ha tutto il diritto a vedersi restituire le somme prelevate senza autorizzazione anche quando ciò sia la conseguenza di furto o smarrimento, anche nel caso in cui questi non siano immediatamente percepite dal titolare del bancomat. L’ABF ha riconosciuto, infatti, come il comportamento del risparmiatore che si accorge di non essere più in possesso del proprio strumento di pagamento a distanza di giorni dal furto o dallo smarrimento non configuri un’omissione degli obblighi di custodia del medesimo, salve le ipotesi di colpa grave o dolo che devono comunque essere provate da parte dell’Istituto di Credito.

Insomma, in caso di uso fraudolento del vostro bancomat (e lo stesso vale in caso di clonazione della carta), il consiglio è di rivolgervi all’Unione Nazionale Consumatori che ha uno sportello dedicato ai disservizi bancari.