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C’è una specie di caos normativo nella disciplina dei rimborsi per i passeggeri che viaggiano sui mezzi pubblici in caso di ritardo, che può rovinare una vacanza per la perdita di coincidenze, prenotazioni e appuntamenti. Questo è il quadro attuale delineato dall’Unione Nazionale Consumatori.
Treni. L’ultima Carta dei servizi di Trenitalia prevede il rilascio di un “bonus” pari al 50 per cento del prezzo del biglietto per ritardi all’arrivo superiori a 25 minuti degli Eurostar, del 30 per cento del prezzo del biglietto e della prenotazione per gli Intercity ed Eurocity (tranne, per questi ultimi, quando il ritardo si è formato all’estero), del 30 per cento del prezzo del biglietto e della prenotazione per un ritardo superiore a 60 minuti negli Intercity notte ed Espressi. Il bonus è valido per l’acquisto di altri biglietti entro 6 mesi, ma non viene rilasciato in caso di occupazione dei binari da parte di estranei, di calamità naturali come nevicate, incendi, smottamenti, allagamenti, eccetera, o scioperi del personale delle ferrovie.
Aerei. Il Regolamento CE n. 261/2004 ha stabilito che il passeggero ha diritto al rimborso del biglietto quando il ritardo alla partenza supera le 5 ore, anche se prende l’aereo. Per i ritardi da 2 a 4 ore, secondo la lunghezza del tragitto, il passeggero avrà diritto soltanto ad una assistenza che si concretizza in “pasti e bevande in congrua relazione alla durata dell’attesa” e in due chiamate telefoniche gratuite. Quando il ritardo supera il giorno, il passeggero avrà anche diritto, oltre al rimborso del biglietto, al trasporto e alla sistemazione gratuita in albergo.
Navi. Nessuna norma europea prevede ancora rimborsi in caso di ritardi nella partenza o all’arrivo. Il Codice italiano della navigazione (regio decreto n. 327/1942) disciplina invece il ritardo alla partenza, ma è sempre una burletta perché a completo favore delle compagnie di navigazione, ovvero con le seguenti modalità (articolo 404):
-        se la partenza è ritardata, il passeggero ha diritto durante il periodo del ritardo all’alloggio e al vitto sulla nave, ma solo se sono compresi nel prezzo del biglietto, del quale non è previsto alcun rimborso totale o parziale;
-        se il viaggio in nave doveva durare 24 ore, dopo 12 ore di ritardo alla partenza il passeggero può chiedere il rimborso del biglietto, rinunciando però a partire;
-        se il viaggio doveva durare più di 24 ore, il passeggero può chiedere, sempre rinunciando alla partenza, il rimborso del biglietto dopo 24 ore di ritardo nei viaggi tra porti del Mediterraneo e dopo 48 ore di ritardo nei viaggi più lunghi.
Autobus e pullman di linea. Nessuna norma europea o italiana prevede rimborsi in caso di ritardi, quindi tutto dipende dalle condizioni di trasporto del gestore della linea, che il passeggero accetta automaticamente quando compra il biglietto.