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Mettersi un tetto sulla testa e investire sul mattone è il sogno di ogni italiano con l’immobiliare che è, da sempre e tradizionalmente, uno dei settori trainanti dell’economia. Almeno fino a qualche tempo. A rovinare la festa ci ha pensato una delle crisi più severe mai conosciute che ha finito per mettere in ginocchio anche il settore immobiliare.  Almeno in Italia. Sembra che, invece, altrove le cose vadano moderatamente meglio. Continua in tutto il mondo la crescita del potere d’acquisto del mattone. Lo conferma l’ultima analisi della Banca dei regolamenti (Bri), pubblicata alla fine di agosto.

Nel rapporto viene esaminato l’andamento dei prezzi reali, depurati dunque del tasso di inflazione, nel primo trimestre di quest’anno. Nelle economie avanzate i prezzi reali sono saliti mediamente del 3,6% rispetto al primo trimestre del 2016.

I maggiori spunti in Canada (+15%) e Australia (+8%). Più contenuti i progressi in Giappone e Stati Uniti, in entrambi i mercati l’aumento è stato del 4%, mentre nel Regno Unito e nell’Eurozona la crescita è stata del 2%.

Nonostante il recupero in corso da numerosi trimestri, i prezzi reali delle case nelle economie avanzate restano ancora inferiori dell’1,7% rispetto ai livelli pre-crisi (fine 2007), mentre nell’Eurozona viaggiano persino a -8,9% rispetto alla fine del 2007.

Tra i paesi del G20, i prezzi reali delle abitazioni risultano negativi in Corea del Sud, Indonesia, Italia, Sud Africa, Brasile e Russia.

Tra le grandi economie dell’Eurozona, le tabelle delle Bri, mostrano per le abitazioni in Germania un aumento dei prezzi reali del 3,3% negli ultimi 12 mesi. In Spagna del 3,4% e in Francia del 2,8%. Bene anche paesi di minori dimensioni quali Irlanda +7,6% e Portogallo +5%.

Mattone tricolore sott’acqua dal 2008 – Nel Belpaese, insomma, il mattone resta sott’acqua, una situazione che perdura dal 2008, nel primo trimestre di quest’anno il calo, su base annuale, è pari a -0,3%. Compagna di viaggio la Grecia dove la flessione è stata di -0,9%. In questi due paesi i proprietari del mattone divengono ogni giorni un po’ più poveri.

Una situazione che stenta a decollare come sottolinea Confedilizia che certifica la persistente crisi del settore: “Nel 2016, il numero delle compravendite è stato inferiore di circa il 25 per cento (– 24,92%) rispetto al 2008,  e Italia è l’unico Paese europeo, a parte Cipro, in cui i prezzi sono scesi nel 2016”

“Altro che ripresa, il settore immobiliare è ancora in piena sofferenza e il motivo sta nel fatto che è stato colpito da due crisi: quella internazionale del 2008/2009 e quella, tutta italiana, causata dalla triplicazione della tassazione iniziata nel 2012. Per porre rimedio a tutto ciò, la soluzione è semplice: basta fare il contrario di quello che è stato fatto finora”.