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“Negate illegittimamente, negli ultimi sei mesi, il 54% delle rateizzazioni delle imposte, da parte di Equitalia, a causa della maxi rata." La denuncia arriva dall’Associazione Contribuenti Italiani, Lo Sportello del Contribuente, Lo Sportello Antiusura e Lo Sportello Diversamente Abili.
Il fenomeno si è manifestato in tutta Italia con particolare riguardo nelle province di Napoli, Torino, Milano, Aosta, Latina, Roma, Palermo, Perugia, Campobasso, Bologna, Lecce, Cagliari, Firenze, Caserta, Genova, Bari, Salerno, Verona, Isernia, Venezia, Messina, Reggio Calabria e Pescara.
L’accusa principale rivolta da Contribuenti.it alle società del gruppo Equitalia spa è di non operare nell’interesse del Paese né nell’interesse di una autentica equità fiscale, disattendendo la legge 20 febbraio 2008 n. 31 che prevede la possibilità per i contribuenti di definire le «partite aperte», mediante la rateizzazione delle imposte.
Le società del gruppo Equitalia spa, dopo aver posto una serie di vincoli e paletti (presentazione dell'Isee, perizie, fidejussioni), revoca le rateizzazioni concesse sulla base di piani di ammortamento che fanno gravare su un'unica rata, quella iniziale, oltre alla «quota capitale», la totalità delle «quote di interessi di dilazione», degli «interessi di mora», delle «spese esecutive», dei «diritti di notifica della cartella» e dei «compensi di riscossione», «gonfiando» la prima rata che spesso raggiunge, importi superiori al 25-30 per cento del totale dei pagamenti oggetto di rateizzazione, con punte che sfiorano anche il 50 per cento del totale, rendendo, di fatto, impossibile l'accesso alla rateizzazione, da parte di migliaia di contribuenti.
Negate, a causa della maxirata, finanche le istanze di coloro che vantano crediti nei confronti dello Stato, Regioni, Province, Comuni, ASL, Università, Agenzia delle Entrate, Agenzia del Territorio, Agenzia del Demanio, INPS, INAIL, Forze dell'ordine o quelle di semplici cittadini protestati o vittime dell'usura.
“Lo spirito della legge – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani - è quello di coniugare l'ottemperanza di pagamenti dovuti con momentanee carenze di liquidità dei contribuenti, derivanti , molto spesso, da ritardi nei flussi di incassi che, nel caso di crediti verso la Pubblica Amministrazione, raggiungono tempi biblici”.
“Siamo stati i protagonisti del ritorno della riscossione nelle mani pubbliche, pensando di ottenere maggiori garanzie - continua Carlomagno – Il compito di Equitalia spa, come si legge nel suo stesso sito Web, che doveva essere quello di «...contribuire a realizzare una maggiore equità fiscale, dando impulso all'efficacia della riscossione attraverso la riduzione dei costi a carico dello Stato e la semplificazione del rapporto con il contribuente...» introducendo «...un approccio al contribuente basato anche sulla possibilità di utilizzo di più efficaci strumenti di relazione, ...orientato all'ascolto dei cittadini e all'efficacia dei risultati» è fallito. Ad oggi è l’equità fiscale solo un miraggio”.
Contribuenti.it chiede al Ministro Tremonti di conoscere - rispondendo con urgenza alla interrogazione 4/01886 a firma dell’On Santo Versace - se non ritenga opportuno stabilire che i piani di ammortamento elaborati da Equitalia spa debbano prevedere che gli importi da pagare siano suddivisi secondo rate costanti ed uguali tra loro e quali provvedimenti intenda adottare in merito alla riscossione delle imposte, affinché le società del gruppo Equitalia spa, nell'applicazione della legge 20 febbraio 2008 n. 31, operino nel perseguimento di un'autentica equità fiscale, le cui conseguenze di questa degenerazione stanno provocando grandi problemi alle famiglie e alle piccole e medie imprese, che costituiscono la struttura portante dell'economia del nostro Paese.