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Scatta il meccanismo della conciliazione per i clienti Enel. La società elettrica e le associazioni dei consumatori  hanno infatti siglato
un’intesa 

che consentirà di risolvere eventuali contenziosi in modo più rapido e gratuitamente, evitando di passare per il canonico ricorso, attraverso un accordo tra le parti. Per controversie relative a fatturati con importi anomali ed elevati rispetto alla media, alla ricostruzione dei consumi per il malfunzionamento del contatore e a sospensione della fornitura o riduzione di potenza per morosità, da oggi l’utente potrà contattare anche l'Unione Nazionale Consumatori. Quindi verrà nominato un conciliatore da Enel e uno dall’associazione per affrontare il caso e individuare una soluzione che l’utente, se soddisfatto, potrà accettare firmando un verbale di accordo. Tutta la procedura potrà avvenire on-line. Il meccanismo, che verrà applicato sia ai clienti che hanno un contratto per la fornitura elettrica, sia per la fornitura gas, è già stato sperimentato dal 2007 in Piemonte. Ora viene esteso a tutto il territorio nazionale, a disposizione di una platea potenziale di 20 milioni di utenti. Soddisfatte le organizzazioni dei consumatori e l’Autorità per l’Energia. “Crediamo in questo processo - ha detto durante la presentazione dell’iniziativa, Alessandro Ortis, presidente dell’Authority -. C’è pieno impegno da parte nostra per valorizzare il ruolo dei consumatori, perchè le parti coinvolte nella controversia siano sullo stesso livello”.
Potranno far ricorso alla conciliazione tutti i clienti di Enel Servizio Elettrico con un contratto per uso domestico o condominiale con potenza impegnata non superiore a 15 kw e i clienti di Enel Energia per la sola fornitura gas, con un consumo annuo che non superi i 50 mila metri cubi. Se dopo aver inviato un reclamo scritto, gli utenti non si riterranno soddisfatti della risposta o non la avranno ottenuta entro il termine previsto di 30 giorni lavorativi, potranno attivare la conciliazione.  Questa procedura non sostituire nè impedisce al consumatore di adire comunque alla giustizia ordinaria, se lo ritenesse necessario.