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Parola d’ordine: contrastare l’usa e getta, ridurre l’uso e il consumo di plastica. Perché sulle spiagge otto rifiuti su dieci sono in materiale plastico e un rifiuto su tre viene da materiali usa e getta. In vista della Giornata mondiale della terra, che quest’anno è dedicata alla lotta all’inquinamento da plastica, da Legambiente arriva l’invito a contrastare il marine litter attraverso azioni che comprendano la promozione dell’economia circolare, il contrasto all’usa e getta e la riduzione dell’uso dell’acqua in bottiglia. L’Italia è il primo paese in Europa e il secondo al mondo per consumo di acqua imbottigliata, quasi tutta in plastica.

“La lotta contro l’inquinamento causato dalle plastiche è diventato ormai una sfida mondiale e sempre più Paesi si stanno attrezzando per combattere la diffusione della plastica come è emerso alla conferenza mondiale dell’Onu sugli Oceani del giugno 2017 a New York in cui abbiamo raccontato anche la nostra esperienza – ha detto Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente in vista della Giornata mondiale della terra – Sta finalmente prendendo forma una battaglia corale contro l’inquinamento da plastica non gestita correttamente basata sull’economia circolare, sulla lotta alle microplastiche, a partire da quelle presenti nei cosmetici, e su misure efficaci per ridurre il monouso e l’usa e getta. Ora l’importante è non abbassare la guardia e continuare a percorrere questa strada”.

L’appello di Legambiente invita l’Italia ad assumere e mantenere un ruolo di leadership sulla base delle esperienze fatte finora, come la decisione di mettere al bando le microplastiche nei cosmetici. Sostiene Ciafani: “In vista della giornata della Terra, dedicata alla lotta all’inquinamento da plastica, lanciamo un appello affinché l’Italia, che fino ad ora ha fatto da apripista grazie alle leggi sulla messa al bando dei sacchetti di plastica, sui cotton fioc e sulle microplastiche nei prodotti cosmetici, continui l’iter intrapreso fino ad ora con politiche e azioni concrete, definendo nuove misure legislative per contrastare l’usa e getta, prevedendo un sistema di controlli efficace per garantire il rispetto delle leggi approvate a partire da quella sui sacchetti; impegnandosi per ridurre l’uso eccessivo di acque in bottiglia, con conseguente consumo di grandi quantità di plastica, e sensibilizzando i cittadini tramite campagne di informazione”.

Secondo l’ultima indagine Beach litter di Legambiente condotta nel 2017, la plastica si conferma il materiale più trovato (84% degli oggetti rinvenuti) sulle 62 spiagge monitorate. Il 64% dei rifiuti spiaggiati proviene da oggetti usa e getta: il 30% è costituito da materiali e imballaggi che hanno una vita molto breve e il 34%, un rifiuto su tre, addirittura da materiali usa e getta, come stoviglie di plastica e bicchieri. Oltre ai rifiuti spiaggiati, ci sono poi quelli galleggianti, per lo più di plastica, che causano danni alla biodiversità a partire dalle tartarughe marine (vedi video appello Giovanni Soldini, testimonial della campagna Tartalove).

Altro problema che Legambiente torna a denunciare è l’uso dell’acqua in bottiglia. In Italia, in base ai dati elaborati dall’associazione, il 90-95% delle acque viene imbottigliato in contenitori di plastica e il 5-10% in contenitori in vetro: in pratica ogni anno vengono utilizzate tra i 7 e gli 8 miliardi di bottiglie di plastica.