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Anziani, donne, immigrati: sono queste le risorse sottoutilizzare per rimetterci in moto dopo la crisi. Per uscire dalla quale bisogna andare oltre l'adattamento. Mentre i grandi della Terra si riuniscono al G8 per affrontare i problemi che affliggono il pianeta, il Censis suggerisce una nuova prospettiva per uscire dalla crisi. Per decenni la societa' italiana ha impostato il suo sviluppo su un modello di adattamento continuato. Preso in prestito dal Censis dalla biologia evoluzionista, l'exaptation indica l'uscita dalla pratica ormai sfibrata dell'adattamento a oltranza.
Quando un sistema non riesce piu' a conservarsi usando le strutture e le risorse originarie, deve guardare altrove. Gli anziani ad esempio, un enorme serbatoio di risorse in termini di disponibilita' a partecipare alla vita di comunita': un esempio di cittadinanza attiva in un'epoca di individualismo sfrenato e di piccoli e grandi egoismi. L'esercito della terza eta' (oggi gli over 65 sono 11,9 milioni e gli ultraottantenni 3,2 milioni, con un incremento del 30,6% rispetto al 2002) e' fortemente coinvolto nella soluzione dei problemi della comunita' di appartenenza. Il 32% svolge abitualmente attivita' di volontariato. L'attivita' piu' diffusa e' quella di vigilanza all'ingresso delle scuole (20%). Ma gli anziani si occupano anche di tutela dell'ambiente, raccolta dei rifiuti, musei, biblioteche. Non c'e' solo la voglia di assistere gli altri, ma anche di far lavorare il cervello: ad esempio, il 32% degli iscritti all'Universita' popolare di Roma ha tra i 60 e i 69 anni. Secondo un'indagine del Censis, gli anziani fanno esplicitamente riferimento al proprio bagaglio di esperienza e memoria (50%), alla loro umanita' e attenzione agli altri (31%), al loro ottimismo e alla fiducia nel futuro (20%) come aspetti di cui potrebbe beneficiare tutta la societa', che a loro dire oggi ha bisogno soprattutto di onesta' (50%), moralita' (36%), giustizia ed equita' sociale (27%).