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di Silvia Pasqualotto

Farmacie, energia elettrica, assicurazioni auto, ma anche hotel e operatori telefonici. Sono tanti gli ambiti su cui interviene il ddl concorrenza e che ci toccano

Dopo due anni e mezzo di attesa, molti rinvii, altrettanti annunci e marce indietro, il Ddl Concorrenza è legge. Si tratta di una legge composita, con molte norme per il mercato e lo stimolo della concorrenza- Scopriamo insieme quali sono le principali novità introdotte. 

Sconti sull’Rc Auto per chi installa le scatole nere. Tutti i consumatori che accetteranno di far installare sul proprio veicolo (a spese della compagnia assicurativa) la scatola nera riceveranno uno sconto sull’assicurazione. Il motivo? In questo modo sarà possibile determinare con assoluta certezza (“valore probatorio”) di chi è la colpa in caso di incidenti. Sono previsti sconti anche per chi decide di installare dei meccanismi che impediscono l’accensione della macchina se il guidatore ha bevuto troppo, e per gli automobilisti con una classe di rischio bassa che risiedono nelle aree dove avvengono molti sinistri. Gli sconti saranno indicati dall’Istituto sulla vigilanza per le assicurazioni (Ivass) a cui spetterà anche verificare che le assicurazioni li applichino davvero. Se così non fosse, il ddl prevede sanzioni amministrative da 5.000 euro a 40.000 euro. 

A Ivass farà capo anche “un archivio informatico integrato connesso con una serie di banche dati esistenti, con la finalità di favorire la prevenzione e il contrasto delle frodi nel settore assicurativo” e migliorare l’efficacia dei sistemi di liquidazione dei sinistri. Attenzione però: il ddl introduce il “divieto per le imprese di assicurazione di differenziare la progressione e l'attribuzione delle classi di merito interne in funzione della durata del rapporto contrattuale tra l’assicurato e la medesima impresa”.

Energia in stand by fino al 2019 poi addio alle tutele. Bisognerà attendere il primo luglio 2019 per le novità sul fronte energia. Tra queste la fine del cosiddetto “servizio di maggior tutela per l’energia elettrica e il gas”. Quello cioè legato a tariffe standard stabilite dall’autorità per l’energia. Il risultato? Si entrerà in un regime di vera concorrenza tra gli operatori. 

Inoltre, sarà introdotta la possibilità di rateizzare le bollette oltre un certo importo dovute a ritardi o disguidi del fornitore del servizio (“derivanti da ritardi, interruzioni della fatturazione o prolungata indisponibilità dei dati di consumo reali”). Sarà eliminata, infine, la possibilità di mettere all’asta la fornitura di energia elettrica qualora l’utente, al momento della scadenza del mercato tutelato, non abbia ancora scelto un operatore. 

Per tutelare e aiutare i consumatori in questo passaggio, l’autorità per l’energia elettrica e il gas ha stabilito che lo “Sportello per il consumatore” – che ora segue le controversie tra clienti e operatori – si occupi anche di una serie di servizi aggiuntivi. Tra questi ci sono, ad esempio, il “Contact Center”: un servizio telefonico che “risponde a quesiti telefonici (chiamando il numero verde gratuito 800.166.654) e scritti sul funzionamento del mercato, sui diritti dei consumatori nei settori di competenza e sulle modalità di erogazione dei servizi, oltre a fornire indicazioni utili per la gestione di eventuali controversie con il proprio fornitore”. 

Farmacie senza più vincoli orari. Nonostante le pressioni di alcune associazioni di categoria, il Parlamento ha deciso di non estendere la vendita dei farmaci di fascia C (quelli per cui serve la ricetta medica ma non essendo considerati salvavita devono essere pagati interamente dai cittadini) alle parafarmacie. Il ddl concorrenza ha però dato via libera all’ingresso delle società di capitali nella proprietà delle farmacie (per una quota non superiore al 20%) e liberalizzato gli orari di apertura. In questo modo inizieranno a operare anche nel nostro Paese i grandi gruppi di distribuzione del farmaco. 

Basta costi folli per le chiamate di assistenza. Una buona notizia per i consumatori riguarda il nuovo obbligo per banche, assicurazioni e società che si occupano di carte di credito di non maggiorare i costi delle chiamate ai propri numeri di assistenza clienti. Dal primo gennaio 2018 i costi delle telefonate, comprese quelle da cellulare, non dovranno superare la tariffa ordinaria urbana. Spetterà all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il compito di vigilare sul rispetto della norma e applicare le sanzioni pecuniarie “di 10.000 euro per il mancato rispetto di tale prescrizione e un indennizzo di almeno 100 euro a favore dei clienti”. 

Più facile cambiare operatore. Novità per chi deve cambiare l’operatore telefonico o quello a cui fa capo il proprio abbonamento televisivo. Con il ddl concorrenza vengono infatti eliminati alcuni vincoli e viene introdotta la possibilità di fare queste operazioni anche “per via telematica”, senza bisogno cioè di inviare raccomandate o di andare al centro clienti. Attenzione però: questo sistema sarà possibile solo per chi aveva sottoscritto l’abbonamento già con questa modalità, cioè online. 

Inoltre gli operatori dovranno informare i clienti fin dall’inizio su quali spese dovranno affrontare in caso ci cambio o recesso. E, in ogni caso, i nuovi contratti non potranno superare i 24 mesi di durata. 

Un’altra importante novità riguarda i servizi in abbonamento (di cui abbiamo parlato anche qui). Il ddl - si legge nel testo della norma – “dispone l’obbligo per i gestori dei servizi di telefonia e di comunicazioni elettroniche, di acquisire il previo consenso espresso per l'eventuale addebito al cliente del costo di servizi in abbonamento offerti da terzi”. Gli operatori non potranno quindi più addebitare ai consumatori il costo di servizi in abbonamento che non siano stati preventivamente richiesti dai propri clienti. 

Tariffe hotel convenienti… non solo su booking. Fino a oggi gli alberghi convenzionati con siti di prenotazione online non potevano fare, sul proprio sito, prezzi più bassi rispetto all’intermediario. Con il ddl concorrenza scompare questo obbligo e viene introdotta, per tutti gli alberghi, la possibilità di fare ai propri clienti offerte migliori di quelle che si trovano sui siti di prenotazione online. Questo significa che se su piattoforme come Booking e Trivago troviamo dei prezzi convenienti, questi potrebbero esserlo ancora di più prenotando direttamente dal sito dell’albero. Dal primo gennaio 2018 è quindi meglio controllare entrambe le soluzioni prima di scegliere. 

Obbligatorio il preventivo scritto. Tutti i professionisti (avvocati, notai, architetti etc) saranno obbligati a dare ai propri clienti un preventivo scritto. E il cliente potrà richiederlo anche quando il professionista gli abbia già fornito tutte le informazioni oralmente. Sul testo del ddl si legge infatti che “il comma 150 impone che la comunicazione obbligatoria dei professionisti ai clienti circa il grado di complessità dell’incarico, gli oneri ipotizzabili dal conferimento dello stesso alla sua conclusione, gli estremi della polizza assicurativa per i danni provocati nell'esercizio dell'attività professionale, sia resa per iscritto o in forma digitale. La stessa forma scritta (o digitale) dovrà avere anche il preventivo di massima del compenso della prestazione professionale”. 

Odontoiatri solo se abilitati. Dal primo gennaio 2018 i consumatori che si rivolgono a un odontoiatra saranno sicuri di avere di fronte un professionista. Il ddl concorrenza introduce infatti l’obbligo per tutti gli studi di avere un direttore sanitario iscritto all’albo degli odontoiatri. Inoltre potranno operare solo i soggetti “in possesso di titoli abilitanti”. 

La cultura si paga con lo smartphone. Tra gli obiettivi del ddl c’è anche quello di favorire i pagamenti digitali, anche attraverso “credito telefonico”. Per questo motivo, il testo di legge introduce la possibilità di pagare con il proprio smartphone una nuova tipologia di servizi: i musei e tutti gli eventi culturali.

Registro delle opposizioni anche per la posta cartacea. Il comma 54 del ddl concorrenza stabilisce che, entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge, venga modificato il registro pubblico degli abbonati che si oppongono all'utilizzo del proprio numero telefonico per vendite o promozioni commerciali. La modifica consisterà nella possibilità di estendere la propria “opposizione”, non solo alle chiamate (sul proprio numero fisso) ma anche “all’impiego della posta cartacea con le medesime finalità”.