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Tra pochi giorni entreranno in vigore le quote previste dalla legge 247. Per andare in pensione si dovrà toccare “quota” 95: almeno 60 anni e 35 anni di contributi. E dall’inizio dell’anno prossimo entreranno in vigore i nuovi coefficienti per il calcolo della pensione.
Mancano pochi giorni e per andare in pensione si dovranno rispettare le “quote”. Sì, perché da luglio prenderà via il meccanismo delle quote per l’accesso al pensionamento di anzianità definito dalla legge 247 del 24 dicembre del 2007. Per andare in pensione si dovrà infatti soddisfare il requisito relativo alla somma data dall’età anagrafica e l’anzianità contributiva.
Le norme introdotte dalla legge Damiano prevedono che a partire dal primo giorno di luglio potranno andare in pensione coloro che hanno compiuto almeno 59 anni e 36 anni di contributi. Il meccanismo delle quote fa sì quindi che si potrà andare anche con 35 anni di contributi ma solo se si sono compiuti almeno i 60 anni d’età. Fino alla fine di giugno 2009, i requisiti minimi rimangono di 58 anni con 35 anni di contributi.
Le condizioni fissate a “quota” 95, qualora non vengano introdotte novità, saranno quelle che avranno validità anche per il 2010. A partire dal gennaio 2011 invece, per andare in pensione di anzianità, si dovrà toccare quota “96”: ovvero potrà andarci chi avrà compiuto 60 anni di età e avrà 36 anni di contributi o 61 anni con 35 anni di contributi.
L’altra novità prenderà il via a gennaio 2010 quando infatti entreranno in vigore i nuovi coefficienti di trasformazione delle pensioni, ovvero quei parametri che vengono utilizzati per calcolare il valore della pensione. Secondo le stime effettuate dal Nucleo valutazione spesa previdenziale la riduzione varrà, a seconda dell’età, tra il 6,38 per cento e l’8,41 per cento.