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Da ottobre le banche italiane sono quelle che piu' hanno aumentato la stretta creditizia specie alle Pmi, sostiene la Cgia di Mestre. Ad ottobre 2008 l'87,5% dei dirigenti italiani (100% a gennaio 2009) ha rilevato che c'e' stato un inasprimento dei criteri di concessione del credito nei confronti delle imprese. Percentuali che non hanno eguali in tutta Europa.La Cgia cita un'indagine di Bank Lending Survey su un campione di 105 direttori di banca dei Paesi dell'euro. 'Una parte della responsabilita' - osserva il segretario Giuseppe Bortolussi - va addebitata alla Banca d'Italia che, nel tentativo di rafforzare il sistema, ha invitato le banche italiane ad aumentare dall'8 al 10% la riserva obbligatoria'. Per la Cgia in Italia tra la fine del 2007 e il dicembre 2008 sia le Pmi sia le societa' non finanziarie (le grandi imprese) hanno registrato un calo delle sofferenze bancarie (stato di insolvenza). Infatti, se per le imprese individuali a fine 2007 l'incidenza delle sofferenze era del 7,4% (6,6 mld di euro su 90, 3 mld di prestiti ricevuti), a fine 2008 si e' attestata al 6%, per un calo a 5,6 mld di euro delle sofferenze su un valore complessivo dei prestiti aumentati a 93,7 mld. Nonostante questa affidabilita' imprenditoriale, sottolinea la Cgia, il comportamento delle banche italiane e' stato quanto meno sorprendente.