Notizie recenti

Newsletters

 
 
Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Avevamo ragione a chiedere la massima chiarezza e trasparenza in una vicenda che registra un rimpallo di responsabilità e di addebiti tra Comune e Sorical e per il quale l’Unione Nazionale Consumatori Calabria e diversi cittadini hanno inoltrato all’inizio di marzo, un esposto alla Procura della Repubblica per comprendere le “vere” motivazioni del continuo disservizio al sistema idrico cittadino, sia che riguardino la condotta sotto il Palagiustizia, sia la realizzazione di vari serbatoi in diverse zone della città con i fondi del Decreto Reggio, mai entrati in funzione, mai collegati alla rete idrica, ma che hanno comportato una enorme spesa di denaro pubblico.

A sostenerlo è l’Avv. Saverio Cuoco, responsabile regionale dell’associazione il quale prosegue: è’ chiaro che i tempi non saranno certo immediati, ma purtroppo quando non si riesce a trovare alcuna soluzione per risolvere i problemi, ai cittadini non rimane altro che ricorrere all’Autorità Giudiziaria, nella speranza di chiarire definitivamente l’origine dei disagi arrecati alle famiglie di interi quartieri della città, nonché l’individuazione di precise responsabilità.

Non è possibile infatti che, anche dalle dichiarazioni che in questi giorni si leggono sulla stampa, non si rilevi alcuna ammissione di responsabilità, ma continui scaricabarile e soprattutto ci si affidi al solito copione dell’attesa di tempi migliori, ormai diventati biblici, siano essi relativi al rifacimento della condotta idrica o che riguardino il miracolo dell’acqua che dovrebbe arrivare dalla diga del Menta.

E mentre si attende che dall’incontro programmato per il 28 aprile, scaturisca finalmente un chiarimento tra Sorical e comune, tra rassegnazione ed esasperazione i residenti reggini sono sul piede di guerra.

Appare palese che l’interruzione della pubblica fornitura ha turbato la regolarità del servizio stesso, l’entità’ dell’interruzione, oggetto di reiterati articoli di stampa e forti lamentele sui social network, può essere verificata costantemente con chiunque risieda nei quartieri interessati dalla carenza di acqua, quali per citarne alcuni: zona Sant’Anna, Sbarre, Tremulini, centro storico, ecc.ecc  in cui  i disservizi nella erogazione dell’acqua purtroppo continuano, con ricorrenti, improvvise e non segnalate interruzioni del servizio stesso ed anche se quella della mancanza d’acqua in città è una problematica atavica e quindi complicata da risolvere nel breve, la situazione è però divenuta insostenibile negli ultimi sei mesi.

Per lavarsi e cucinare, in tanti sono costretti a cavarsela da soli con bidoni e bottiglie di plastica. Molte persone sono costrette a ricorrere a rimedi d’emergenza per poter avere quei pochi litri d’acqua che servono per le normali necessità di tutti i giorni.

C’è chi ha dovuto fare ricorso con notevoli disagi, all’approvvigionamento mediante l’utilizzo delle autobotti, o per chi è stato possibile, installare delle autoclavi in tempi record nei propri appartamenti, o perfino spostarsi quotidianamente presso le abitazioni di parenti e/o amici per sopperire alle più elementari esigenze di igiene personale, o riempire bidoni d’acqua presso le abitazioni poste ai piani inferiori degli edifici in cui la pressione garantisce ancora qualche filo d’acqua.

L’associazione ha posto in essere delle azioni risarcitorie per inadempimento contrattuale a causa dei disagi patiti dai cittadini, (peraltro mai segnalati con adeguato anticipo), poiché l'acqua è un bene pubblico vitale, di prima necessità e non può essere considerato solo un servizio su cui poter fare cassa, ci troviamo infatti nelle condizioni in cui da un lato si pretende uno sforzo maggiore da parte dei cittadini nel pagamento regolare delle bollette del servizio idrico e nel ricorso all’autolettura dei contatori, ma di contro non si riesce a garantire la continuità nella erogazione dell’acqua ad uso domestico, nonostante la sottoscrizione di regolari contratti di somministrazione, venendo meno a precisi obblighi contrattuali.

Ricordiamo infatti che i contratti con l’utenza sono di tipo sinallagmatico ovvero a prestazioni corrispettive e quindi perseverando in tali frequenti interruzioni di erogazione nel servizio di distribuzione dell’acqua, l’utente sarebbe legittimato a non pagare le bollette idriche fino a normalizzazione del servizio di distribuzione e di fruibilità dell’acqua.

L’Unione Nazionale Consumatori Calabria chiede quindi di intervenire con la massima solerzia per ripristinare la regolare erogazione idrica in tutti i quartieri della città, mettere in atto ogni accorgimento possibile finalizzato ad evitare continui disagi alle famiglie reggine, monitorare costantemente il sistema idrico, per prevenire futuri guasti, eseguire ogni manovra a regola d’arte, potenziando anche le squadre di pronto intervento in modo da accorciare i tempi di ripristino della rete idrica e la normalizzazione nella erogazione del prezioso liquido.