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Cresce il numero dei protesti nei primi sei mesi dell'anno. Da un'analisi condotta da Unioncamere, in base ai dati raccolti dalle Camere di Commercio ed elaborati da InfoCamere, emerge che, tra gennaio e giugno, gli italiani sono risultati piu' insolventi e per cifre piu' consistenti rispetto al recente passato. Assegni, cambiali e tratte non onorate sono aumentate sia nel numero (+5,2% complessivamente) sia negli importi (+12,7%), portando il monte degli impegni non onorati tra gennaio e giugno a superare il tetto dei 2,2 miliardi di euro. Alla forte riduzione nel numero degli assegni scoperti (-11,1% nel semestre) ha corrisposto un aumento praticamente uguale nel valore medio (+10,8%), con la conseguenza che il monte complessivo degli assegni a vuoto e' diminuita del solo 1,5% (quasi 1,3 miliardi il totale). Indicatori tutti con il segno piu' per le cambiali a vuoto, cresciute sia nel numero (+15,1%), sia nel valore medio (+20,4%), con il risultato che i ''paghero''' rimasti sulla carta hanno registrato una crescita del 38,7% rispetto ai primi sei mesi del 2008, per un controvalore totale vicino al miliardo di euro (951 milioni, contro i 686 dello scorso anno). Infine, in aumento anche le tratte, strumento di pagamento residuale ma ancora in uso nel mondo degli affari: il numero di quelle non incassate tra gennaio e giugno e' cresciuto del 25,9% mentre il loro importo totale e' aumentato del 28.
''Se famiglie e imprese fanno piu' fatica a sostenere gli standard di vita e di attivita' cui sono abituati e' evidente che l'emergenza liquidita' non e' finita e che non bisogna abbassare la guardia - ha commentato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello -. Il Governo sta facendo bene e vanno nella giusta direzione anche le iniziative prese in questi mesi dal sistema bancario e dalle associazioni imprenditoriali, per assicurare continuita' di finanziamento alle imprese. Soprattutto occorre pensare a quelle piccole e piccolissime, che poi coincidono con milioni di bilanci familiari. Senza un sostegno alla loro disponibilita' a consumare il Paese non riparte e si mette a rischio la sopravvivenza di tantissime micro-attivita' economiche che danno lavoro e stabilita' al territorio. Le Camere di Commercio hanno ben chiara questa priorita' e presto si riuniranno per mettere sul tavolo le prime proposte di intervento in favore del micro-credito e dell'occupazione, sulla base del protocollo d''intesa firmato a luglio con il Ministero dello Sviluppo Economico''.