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Dopo la trasmissione televisiva “presa diretta” andata in onda su Rai Tre Domenica sera 08.03.2009, sul problema dell’acqua a Reggio Calabria è ora di fare chiarezza, infatti si è potuto assistere durante il corso del programma, ad un ampio ed articolato servizio televisivo sulla carenza atavica dell’acqua a Reggio Calabria e sulla continua mancanza deI parametri previsti dalla normativa di riferimento (D.Lgs. 31 del 2001).
Chiunque abbia seguito tale programma televisivo si è reso ampiamente conto dei disservizi legati all’erogazione del servizio idrico, che l’Unione Nazionale Consumatori Calabria, ha più volte denunciato con articoli apparsi sulla stampa locale a far data dal 2006, infatti il dato sorprendente è legato alla circostanza che tale servizio giunge a seguito delle dichiarazioni trionfalistiche diramate nei giorni scorsi dal Comune di Reggio Calabria sulla buona qualità dell’acqua erogata. 
Le dichiarazioni rilasciate dal responsabile A.R.P.A.CAL. di Reggio Calabria, nel corso della sopra citata trasmissione televisiva, non lasciano alcun dubbio in merito, i parametri rilevati nell’acqua erogata a decorrere dall’anno 2001 ed ininterrottamente, hanno fino ad oggi evidenziato uno sforamento, in particolar modo sui contenuti relativi all’elevato tasso di salinità che hanno reso l’acqua erogata non adatta per un “consumo umano”, la normativa di riferimento prevede infatti che le acque destinate al consumo umano devono essere salubri e pulite e non devono contenere microrganismi e parassiti, ne' altre sostanze, in quantita' o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana.
Inoltre, qualora la fornitura di acque destinate al consumo umano rappresenti un potenziale pericolo per la salute umana, l'azienda sanitaria locale informa l'autorita' d'ambito, affinche' la fornitura sia vietata o sia limitato l'uso delle acque ovvero siano adottati altri idonei provvedimenti a tutela della salute, tenendo conto dei rischi per la salute umana che sarebbero provocati da un'interruzione dell'approvvigionamento o da un uso limitato delle acque destinate al consumo umano.
Tutto ciò è stato ampiamente e più volte denunciato pubblicamente dall’Unione Nazionale Consumatori Calabria che ha chiesto ripetutamente di conoscere i valori di salinità contenuti nell’acqua che fuoriesce dai rubinetti della città, con l’obbligo di avvisare, (a tutela del diritto costituzionalmente garantito della salute pubblica), pubblicamente i cittadini dei rischi che potrebbero correre adoperando per uso potabile l’acqua corrente ricca di sale, in particolar modo in presenza di specifiche patologie quali ipertensione, o comunque in tutte quelle patologie in cui viene prescritta una dieta iposalinica. 
L’Amministrazione comunale a tale proposito non solo non ha dichiarato inidonea l’acqua erogata per un uso umano della stessa, ma ha continuato a percepire regolarmente il canone, nonostante le peripezie alle quali sono costretti i cittadini di Reggio Calabria per approvvigionarsi del prezioso liquido, o presso alcune fontane pubbliche o ricorrendo all’acquisto dell’acqua minerale.
Quanto sia sentito il problema in città, lo si evince anche dai numerosi ricorsi pendenti (circa 18 mila), presso il Giudice di Pace di Reggio Calabria, che costituiscono un onere economico gravoso per l’intera comunità reggina.
Invitiamo quindi per l’ennesima volta le Istituzioni competenti a visionare il programma televisivo di cui sopra, facilmente reperibile su internet, al fine di voler predisporre gli opportuni provvedimenti in merito, sia a tutela della salute pubblica che del dispendio economico a danno della comunità reggina, costretta a dover ricorrere all’Autorità Giudiziaria per tutelare i propri diritti.