Notizie recenti

Newsletters

 
 
Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Dura pochissimo la soddisfazione per l’automobile nuova appena acquistata. Appena 48 ore dopo la consegna del veicolo, il nuovo proprietario nota alcune anomalie poco gradite, tra cui una portiera riverniciata. Immaginabile la rabbia, e legittima la pretesa avanzata nei confronti della concessionaria, cioè ottenere la risoluzione del contratto e la restituzione del prezzo versato, cioè oltre 22mila euro.

Difetti. Secondo l’acquirente dell’automobile – una ‘Alfa Romeo’ – è evidente che le stranezze riscontrate testimoniano che «il veicolo era stato precedentemente coinvolto in un incidente» e quindi riparato velocemente. E questa visione, nonostante l’opposizione della concessionaria, viene ritenuta condivisibile dai giudici, prima in Tribunale e poi in Appello.

Consequenziale la decisione con cui viene dichiarata «la risoluzione del contratto», sancendo il diritto del compratore ad ottenere «la restituzione della somma versata», di poco superiore ai 22mila euro.
Per i giudici non vi sono dubbi sul fatto che i «difetti», cioè «portiera anteriore sinistra riverniciata, pannello interno montato e rimontato, parafango non collimante con il cofano», rinvenuti «subito dopo l’acquisto» erano «presuntivamente già esistenti al momento della consegna del veicolo». Anche perché è poco plausibile che nelle 48 ore in cui l’automobile era stata nella disponibilità del nuovo proprietario «fosse stata danneggiata e subito dopo riparata».

Deprezzamento. Inevitabile, in sostanza, secondo i giudici, la «risoluzione» del contratto. Ciò perché «i vizi» evidenziati dal compratore rappresentano «un difetto di integrità estetica e funzionale del bene, che ne comportava un significativo deprezzamento, tale da integrare l’ipotesi di un inadempimento di non scarsa importanza».
E questa valutazione è condivisa e fatta propria anche dai magistrati della Cassazione, che respingono tutte le obiezioni mosse dai legali che rappresentano la concessionaria (Cassazione, sentenza n. 24731/2016, depositata il 2 dicembre 2016).

Plausibile, innanzitutto, la ricostruzione fatta dal compratore: «l’automobile presentava dei vizi a distanza di uno, due giorni dalla consegna», e quindi è logico presumere che «quei vizi fossero presenti già al momento della vendita». Altrettanto corretto affermare, spiegano i giudici di Cassazione, che, «stante il brevissimo lasso di tempo intercorso tra la consegna dell’auto e la verifica della sussistenza dei vizi», «era inverosimile che in tale limitatissimo periodo di tempo la vettura fosse stata danneggiata per effetto della circolazione da parte del nuovo proprietario e che essa fosse stata altresì riparata».

Legittimo, infine, anche affermare, concludono i magistrati, che quei «vizi», «non particolarmente visibili nell’occasione in cui veniva ritirata l’automobile» cioè «di sera», sono una testimonianza chiara della «rilevanza dell’inadempimento del venditore, alla luce del sicuro deprezzamento del veicolo acquistato nuovo».