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Una famiglia italiana su tre e' pessimista per il futuro e quasi il 44% dichiara che le spese sono aumentate, soprattutto quelle relative alle tariffe domestiche. Ne risentono i consumi che per il 2009 scenderanno dell'1,8%. E' quanto emerge dall'indagine 'Clima di fiducia ed aspettative delle famiglie italiane' di Censis e Confcommercio presentata oggi dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, dal direttore generale del Censis, Giuseppe Roma e dal direttore del centro studi di Confcommercio Mariano Bella. In particolare, tra le famiglie italiane regna un ''diffuso senso di cautela'' e permane ''una situazione di difficolta'''.

E anche se ''i segnali di turbolenza si attenuano'' (le famiglie che dicono di guardare al futuro con ottimismo sono il 56,8% contro il 52,45 di gennaio), ''l'uscita dalla crisi - si legge nello studio - sara' complessa''.

Bisogna, dice Sangalli, rilanciare i consumi delle famiglie e far crescere il Pil, che nel 2009 - dicono le stime del centro studi di Confcommercio - si chiudera' con un -4,8%. E per questo, aggiunge, bisogna ''ridurre il prelievo fiscale sui redditi da lavoro'' anche per ''evitare la spirale perversa tra crisi dei consumi e crescita della disoccupazione''; e, al contempo, e'necessario ''risolvere il problema del credito alle imprese''. L'auspicio del presidente di Confcommercio, e' che ''entro l'estate si chiuda l'accordo con le banche'' sulla moratoria del credito.

Perche', dice, le Pmi rappresentano il 95% del sistema produttivo del Paese contribuendo per oltre il 70% al Pil e per oltre l'80% all'occupazione. La stretta creditizia, sottolinea Sangalli, ''rischia infatti di diventare soffocante''.