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Per sette imprese su dieci (il 67,8%) il patrimonio culturale del nostro Paese rappresenta una risorsa competitiva non utilizzata in maniera efficiente. E' quanto rileva l'indagine su Cultura e Pmi realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format, dalla quale emerge che otto imprese su dieci ritengono che gli investimenti destinati alla tutela ed alla valorizzazione dei beni culturali andrebbero potenziati.

In sostanza l'81,9% delle imprese ritiene che gli investimenti pubblici destinati alla tutela ed alla valorizzazione dei beni culturali andrebbero in ogni caso potenziati, nonostante la difficile situazione economica e la necessita' di rigore nel controllo della finanza pubblica.

Le imprese che piu' avvertono questa esigenza sono quelle che operano nei settori del commercio e dei servizi, assai meno le medie imprese, e gli operatori delle regioni del Nord Est e del Sud Italia. Anche per le Pmi ''settori culturali'' la tendenza e' simile (77,3%).

Le risorse pubbliche dovrebbero essere investite su tre strategie prioritarie: la valorizzazione del sistema museale e dei siti archeologici (per il 45,9% delle Pmi e per il 53,0% delle Pmi dei ''settori cultura''); l'implementazione di tecnologie per l'accessibilita' sulla rete del patrimonio culturale italiano (per il 37,9% delle Pmi e per il 30% delle Pmi dei ''settori cultura''); l'organizzazione di grandi eventi (per il 16,3% delle Pmi ed il 16,9% delle ''imprese culturali'').