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La competitività italiana pone il nostro Paese al 40/mo posto nel mondo, immediatamente dietro Paesi come la Lettonia e la Thailandia e prima di Lituania e Brasile. Nel contesto europeo, invece, siamo davanti solo alla Grecia e alla Turchia. E' quanto emerge dal rapporto di Business International elaborato sui dati forniti dall' Economist Intelligence Unit.

Secondo le stime del centro di ricerca dell' Economist, che sono state comunque elaborate prima della crisi che sta colpendo il sistema finanziario mondiale, l'Italia si posiziona a metà della classifica complessiva e, per il prossimo quadriennio 2009-2013, è previsto solo un modesto miglioramento, con il superamento della sola Lettonia e il posizionamento alla 39/a posizione. Fra i 18 Paesi dell' Europa occidentale, l'Italia resta ferma alla 16/a posizione, davanti solo a Grecia e Turchia.

Secondo il rapporto, "l'Italia appare sostanzialmente un Paese statico e anche il timido miglioramento previsto per il prossimo futuro non appare sufficiente a far risalire la nostra penisola nella classifica mondiale e regionale". Anche per l'ad di Business International, Elido Fazzi, "la situazione italiana appare sostanzialmente immobile e caratterizzata da un giudizio poco brillante". Introducendo la 19/a tavola rotonda con il governo Fazzi ha infatti sottolineato che per la maggior parte degli indici analizzati dall' Economist, "la nostra posizione all'interno dei Paesi dell' Europa occidentale è tra le ultime, soprattutto per quanto riguarda il mercato del lavoro e in particolare il fisco".

Anche in Italia, ha proseguito Fazzi, "la crisi di fiducia dei mercati finanziari ha contribuito a rendere più difficile il finanziamento a breve termine delle banche causando un ulteriore irrigidimento dell'offerta del credito" che in particolare "colpisce le imprese, soprattutto le piccole, che potrebbero essere costrette non solo a ridimensionare i loro piano di investimento, ma a fronteggiare crisi devastanti".