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Ancora una sospensione per l'operativita' della class action. Nel decreto Milleproroghe e' infatti stata inserita una proroga al 30 giugno 2009 per l'entrata in vigore del ricorso collettivo risarcitorio. La class action, introdotta con la finanziaria per il 2008, sarebbe dovuta entrare in vigore a giugno di quest'anno, poi con il decreto estivo sulla manovra il nuovo strumento era stato sospeso fino al 31 dicembre 2008. Con il decreto di oggi e' arrivato un ulteriore slittamento di sei mesi.
Oltre allo slittamento, il governo ha varato una class action che riduce i margini di operatività. La possibilità per i consumatori di ricorrere ad un'azione collettiva di risarcimento scatterà soltanto per gli illeciti avvenuti a partire dal primo luglio 2008. Viene eliminata, inoltre, l'esclusiva alle associazioni dei consumatori nel promuovere l'azione e si concede maggiore potere di filtro ai giudici sull'ammissibilità.
L'esecutivo depotenzia così la norma che era stata introdotta con l'ultima finanziaria di Prodi. Con la forte limitazione alla retroattività si vieta quindi di far ricorso collettivo sulle più note vicende che hanno colpito i risparmiatori, da Cirio a Giacomelli, da Parmalat ai bond argentini.
Il sottosegretario ha per questo scritto una lettera indirizzata alla presidenza del Consiglio dei Ministri, al ministero dello Sviluppo economico, al ministero della Giustizia, nonche'‚ alle Commissioni parlamentari II e X del Senato e della Camera.
L'obiettivo del rinvio ulteriore di sei mesi per la class action "è allontanare i cittadini della tutela dei propri diritti": questa la denuncia di Legambiente per la quale "come spesso succede in Italia si utilizza la proroga per rinviare l'entrata in vigore di una legge giusta che, di fatto, non necessita di tempi ulteriori per essere rivista e migliorata, perchè avrebbe potuto essere ritoccata anche in corso d'opera. Rimandarla per l'ennesima volta - commenta Legambiente - è chiaramente un ulteriore tentativo di scoraggiare i cittadini nell'esercizio dei propri diritti e nella sana partecipazione democratica alla vita del Paese".
Il rinvio è "uno schiaffo ai consumatori ed un regalo alle imprese" per l'Unione Nazionale Consumatori. "La class-action - commenta il segretario generale UNC Massimiliano Dona- è uno strumento essenziale per la difesa dei diritti dei consumatori dai raggiri delle imprese che adottano comportamenti commerciali scorretti e per garantire un mercato sano e concorrenziale".