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Preferenza nel mantenimento di impianti termici centralizzati e nella realizzazione di interventi di contabilizzazione e termoregolazione del calore: da oggi sono in vigore nuove disposizioni in tema di risparmio energetico, con particolare riferimento agli impianti termini centralizzati. È quanto comunica Confedilizia, segnalando che il provvedimento si applica in assenza di diverse disposizioni regionali.
Quali dunque le principali norme? Viene previsto, ricorda Confedilizia, che in tutti gli edifici esistenti con un numero di unità abitative superiore a 4 e, comunque, nel caso in cui sia presente un impianto di riscaldamento centralizzato di potenza di almeno 100 kW sia "preferibile" il mantenimento di impianti termici centralizzati, ove esistenti. Le cause tecniche o di forza maggiore che giustifichino la dismissione della caldaia centralizzata e la sua sostituzione con impianti di riscaldamento autonomi, dovranno essere dichiarate in una relazione tecnica che attesta la rispondenza alle prescrizioni di legge per il contenimento del consumo energetico.
Si prevede inoltre che negli edifici con un numero di unità abitative superiore a 4, in caso di installazione o di ristrutturazione dell'impianto termico, debbano essere realizzati gli interventi necessari per permettere, "ove tecnicamente possibile", la contabilizzazione e la termoregolazione del calore per singola unità abitativa. La relazione tecnica servirà a evidenziare anche gli impedimenti alla realizzazione di tali interventi.
I controlli sugli impianti di riscaldamento sono confermati a un anno, per gli impianti alimentati a combustibile liquido o solido nonché per gli impianti uguali o superiori a 35 kW; a due anni, per gli impianti inferiori a 35 kW (le cosiddette "caldaiette" presenti nelle abitazioni) con anzianità di installazione superiore agli otto anni e per gli impianti a camera aperta (caldaie di tipo B) installati nei locali abitati; a quattro anni, per gli impianti inferiori a 35 kW con meno di otto anni di anzianità.