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Carte di credito e carte fedeltà (quelle che rilasciano i supermercati per accumulare punti e comprare a prezzi scontati) sono ormai diffusissime. Per queste ultime, il garante della privacy ha dettato alcune regole. Il rilascio delle carte avviene mediante compilazione di questionari che, oltre ai dati anagrafici, richiedono spesso ulteriori informazioni, quali composizione del nucleo familiare, titolo di studio, professione, interessi, sport praticati, abitudini di consumo, eccetera e la loro utilizzazione comporta un trattamento di dati personali.
Le informazioni raccolte vengono spesso utilizzate senza che gli interessati ne abbiano piena conoscenza, anche per monitorare i loro comportamenti o le loro propensioni al consumo, per creare cioè “profili” individuali o di gruppo o per confrontare le abitudini dei consumatori.
Per un corretto uso dei dati personali dei clienti da parte delle società che rilasciano le carte di fidelizzazione, il Garante della privacy ha fissato le seguenti linee guida:
• le società devono informare in maniera chiara e completa i clienti sull’uso che verrà fatto dei dati che li riguardano e l’informativa deve essere chiaramente evidenziata all’interno dei moduli di sottoscrizione; in particolare, deve essere posta in evidenza l’eventuale attività di “profilazione” o di marketing (invio di materiale pubblicitario o di comunicazioni commerciali) specificando che, per questi ultimi due usi, il conferimento dei dati e il consenso sono liberi e facoltativi;
• le aziende devono ridurre al minimo l’uso delle informazioni personali, utilizzando, comunque, solo informazioni pertinenti e non eccedenti;
• possono essere trattati, senza che sia necessario acquisire il consenso dell’interessato, solo dati necessari per attribuire i vantaggi connessi all’utilizzo della carta, cioè dati per consentire l’identificazione dell’intestatario e, di regola, i dati relativi al volume di spesa globale realizzato, senza riferimento al dettaglio dei singoli prodotti acquistati;
• il tempo di conservazione dei dati personali dei clienti, relativi al dettaglio degli acquisti, non può superare un anno per i dati raccolti a fini di “profilazione”; mentre per quelli raccolti a fini di marketing non può superare i due anni;
• è obbligatorio, infine, adottare le necessarie misure di sicurezza per evitare rischi di manomissione, furto o perdita dei dati.
Per quanto riguarda le carte di credito, sono in aumento i casi di truffa e i dati statistici rilevano che le transazioni più pericolose sono quelle in cui non è necessario esibire fisicamente la carta ovvero gli acquisti effettuati via Internet o per telefono. Una volta estorti i numeri della carta di credito, la riproduzione illegale di questi su carte clonate è un gioco da ragazzi. Per impedire il furto dei numeri e la conseguente clonazione, le società che gestiscono le credit card stanno adottando dei sofisticati sistemi anticontraffazione per le carte di ultima generazione. Nel frattempo, però, bisogna seguire alcuni accorgimenti per cercare di limitare i rischi di clonazione. Per quanto riguarda gli acquisti effettuati in modo tradizionale, il primo consiglio (a tale proposito visitare www.carabinieri.it) è quello di non perdere mai di vista la propria carta quando si paga. Sembra un consiglio banale ma è molto importante non dare la possibilità a nessuno di agire sulla carta nascostamente. Altro consiglio importante è quello di controllare sempre l’estratto conto della carta di credito badando in modo particolare alla sistematica ricorrenza di spese di piccolo importo, perché è proprio lì che può nascondersi la truffa. Verificare sempre che la carta sia passata una sola volta nel POS e, comunque, mai in più apparecchi, magari con la scusa che l’operazione non è andata a buon fine. Seguire con attenzione, senza farsi distrarre, l’operazione di passaggio della carta. Un altro consiglio banale ma molto utile è quello di conservare le ricevute fino all’arrivo dell’estratto conto e stracciarle molto bene prima di cestinarle. Per quanto riguarda gli acquisti on line, servirsi solo di siti ad alto standard di sicurezza, protetti dai sistemi di sicurezza internazionali: SSL (Secure Socket Layer) e SET (Secure Electronic Transaction). Questi siti, che garantiscono la trasmissione crittografata dei dati, si riconoscono da una certificazione e da un lucchetto che appaiono sulla home page. E’ fondamentale non fornire mai i numeri della carta di credito (ma anche delle coordinate bancarie) via mail. Verificare ogni volta che il venditore abbia anche una sede fisica e non solo virtuale e che questa esista davvero. Prendere sempre nota dell’indirizzo, del numero di telefono, del nome dell’azienda, della sua ragione sociale e verificare che siano pubblicate sul sito le condizioni di vendita e le modalità per esercitare il diritto di recesso. Non tralasciare di prendere visione anche delle condizioni di pagamento e delle spese di spedizione. Invece delle carte di credito tradizionali si possono utilizzare per gli acquisti on line delle carte prepagate che svolgono la stessa funzione della carta di credito con il vantaggio di limitare il rischio di prelievo truffaldino solo ad una piccola somma di denaro e non al totale del conto corrente. In caso di clonazione della carta di credito, andare subito a fare la denuncia ai Carabinieri o alla Polizia avendo cura di portare copia dell’estratto conto con evidenziate le somme non riconosciute. Inviare ai Servizi Interbancari, entro 60 giorni (ma è sempre meglio farlo prima possibile) dalla data di emissione dell’estratto conto, una contestazione scritta e firmata dall’intestatario della carta di credito, allegando copia dell’estratto conto contestato, copia fronte-retro della carta tagliata in due e copia della denuncia.