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Il governo sta studiando una modifica di alcune fasce di reddito per quanto riguarda il Bonus famiglia e dovrebbe renderle note proprio in questi giorni. In particolare la riflessione è puntata su alcune esenzioni ritenute troppo limitative. Come potrebbe, ad esempio, una famiglia con padre, madre e tre figli a carico rientrare entro il reddito cumulativo di 20.000 euro, com'è previsto attualmente, senza essere praticamente alla fame? Le proteste nei giorni scorsi non sono mancate. “Bonus famiglia? Bonus pensionati, piuttosto”: c'è scritto, ad esempio, nella mail che ci ha mandato Giuseppe Guarini, segretario nazionale dell'associazione Famiglie Numerose. Che critica la misura, senza risparmiarci un po' d'ironia a denti stretti: “Dal nostro sondaggio condotto su un campione totale di circa 330 famiglie, emerge che meno del 19% ha diritto al bonus. Tra poco spariremo dalle statistiche, visto che non ci resta che separarci per poter rientrare….”.
Ci sarà una revisione?
Poche righe, ma sicuramente significative per esprimere il disappunto verso una misura che sembrerebbe più corretto definire, per molti lavoratori con figli, un miraggio. E le critiche non vengono solo dall'opposizione, se consideriamo che anche la Lega Nord ha chiesto con forza una revisione per aiutare le famiglie e riconsiderare più equamente le fasce degli aventi diritto. Osservazioni che il governo non ha respinto, annunciando cambiamenti in merito.
Si attendeva qualche buona notizia ieri, dopo l'incontro tra il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e il suo collega “ombra” Pierluigi Bersani. Ma nella conferenza stampa tenuta dai due dopo che si erano visti per due ore a quattr'occhi la parola Bonus non è stata neppure nominata. 
Inca Cgil: si dovrebbero alzare le soglie di 10.000 euro
Ma Luigina De Santis, del collegio di presidenza Inca Cgil, sembra scettica sui risultati.
 “È vero che il decreto non è stato convertito in legge, e c'è ancora tempo per eventuali modifiche, ma per avere un impatto reale sulle famiglie servirebbe un intervento sostanziale”. Ad esempio? “si dovrebbero alzare di circa 10.000 euro i limiti di reddito per accedere al bonus, perché così come sono calcolate le fasce, sono esclusi praticamente tutti i nuclei a partire dalle due persone in su”.
Però ilgGoverno ha sempre presentato bonus e social card come misura “per i redditi più bassi”, non certo per tutti. “Si potrebbe dire per i poverissimi, ma c'è poco da scherzare. Se la famiglia media di quattro o cinque persone non deve superare un reddito complessivo di 20.000 euro per avere lo sconto fiscale, significa che lavora solo un genitore, con un reddito netto mensile di circa 1.200 euro”.
Sbagliato merito e metodo
Sono dure le critiche dal patronato Cgil, e Luigina De Santis ha rimproveri da muovere tanto nel merito quanto nel metodo: “Dal bonus sono stati lasciati fuori tutti i single, e i separati e divorziati senza figli, perché le famiglie monocomponenti che hanno diritto sono solo i pensionati.
Certo, si potrebbe obbiettare che si è deciso di aiutare solo pensionati e genitori con prole, ma si è comunque fallito con il secondo target.
Però ci sarà qualcuno che avrà diritto? “In pochi, e si troveranno di fronte ad una 'elemosina', per di più “una tantum”. Per aiutare i redditi madio-bassi serve qualcosa in più, e si doveva considerare che il vero disagio sociale dei dipendenti sono le tasse alte detratte dallo stipendio”.
Come si poteva agire meglio? “Sarebbe opportuno, prima di prendere una decisione, valutare effetti ed impatti. L'impressione è che questa misura sia stata una 'costruzione teorica', senza alcuna valutazione precedente. Sarebbe stato auspicabile una 'radiografia' dei nuclei familiari, e delle spese effettuate. Sono tutti elementi, tra l'altro, facilmente rintracciabili, perché si potevano utilizzare i dati dell'Inps, l'Agenzia delle Entrate, o le rilevazioni della Banca d'Italia”.
Luigina De Santis conclude amaramente con un'immagine: “Il bonus e la social card sono due misure che appena annunciate sembravano essere un aeroplano di salvezza. Da vicino, guardandole con attenzione, si rivelano per quello che sono: un piccolo canottino”.