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Possiamo dirlo: ci siamo trasformati da un popolo di risparmiatori, i famosi Bot-people, in un popolo di utilizzatori del credito al consumo (un giro d’affari per 50 miliardi di euro), in poche parole compriamo quasi tutto a rate, dall’auto al frullatore.
E forse il motivo è semplice, il denaro che guadagniamo non è più sufficiente per soddisfare tutti gli input che ci arrivano dall’esterno.
E tra le varie domande che ci dovremmo porre di fronte a questo fenomeno ce ne è una che riguarda molto da vicino la mia scelta lavorativa: abbiamo gli strumenti giusti per accedere al credito al consumo in modo consapevole?
Siamo sicuri di saper scegliere la forma di finanziamento più adatta alle nostre esigenze, e soprattutto la più economica? Sappiamo la differenza fra il TAN e il TAEG?
Per quello  che riguarda la mia esperienza ormai trentennale, prima in banca ora come formatrice e consulente , la risposta è negativa, con tassi di non-conoscenza molto alti, così come molto alti sono i tassi e le commissioni che si possono pagare se non si adottano  piccole norme semplici ma fondamentali prima di mettere una firma su un contratto di finanziamento.
Il mondo del credito  al consumo non brilla per trasparenza, le condizioni economiche spesso non vengono comunicate con il dovuto anticipo e si leggono solo dopo aver firmato il contratto.
E ancora peggio, molti non le leggono neppure: cosa vuoi che siano 27€ al mese per un divano così bello? Peccato che non ci si domandi per quanti mesi si dovranno pagare questi 27€…  alla fine quanto costerà questo divano? Questo set di tegami, di biancheria, dove sembra che ti regalino tutto, come essere entrati nel magico mondo del bengodi…
Oltretutto quando l’offerta pubblicitaria arriva da personaggi televisivi famosi, come non fidarsi?

Ebbene questi finanziamenti spesso rasentano l’usura e a volte la superano, esistono Taeg che raggiungono il 25%, ecco quindi una regola per capire e non farsi illudere da pubblicità spesso ingannevole:
Tan = tasso annuo nominale, è quello che viene pubblicizzato in grande, evidenziato.
Bene, cancellatelo, fateci sopra una bella X, non ci dice niente di effettivo sul debito.

La vera parola magica è il TAEG (tasso annuo effettivo globale), è quella parolina scritta in piccolo-piccolo che ci rivela tutto sul nostro finanziamento: il tasso, le spese di istruttoria, le commissioni ecc.
Paragonando i Taeg di due proposte potete scegliere quella più conveniente, e il tutto in pochi minuti senza bisogno di una laurea in economia o di un consulente finanziario.
Questa è una piccola grande libertà, la libertà di scegliere grazie a un po’ di conoscenza, e chissà, se a conoscere saremo in tanti, allora anche queste forme di illusione che si appoggiano sulle difficoltà e sulla buona fede del contraente debole (… cioè noi), spariranno.
Daniela Lorizzo Barberini, Banking Trainer