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Dal primo gennaio 2010, per le lavoratrici del pubblico impiego il requisito anagrafico di sessanta anni per andare in pensione è incrementato di un anno. Si arriva a 61 anni dal 1° gennaio 2012, e di un ulteriore anno per ogni biennio successivo, fino al raggiungimento dell'età di sessantacinque anni. Ciò - si spiega in una nota di Palazzo Chigi - "in attuazione della sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee del 13 novembre 2008". Nessuna novità, invece, in tema di decorrenza del trattamento pensionistico e per le disposizioni vigenti relative a specifici ordinamenti che prevedono requisiti anagrafici più elevati, nonchè le disposizioni sul personale militare. Le lavoratrici che abbiano maturato entro il 31 dicembre 2009 i requisiti di età e di anzianità contributiva ai fini del diritto all'accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia, previsti prima della data di entrata in vigore di questa norma "conseguono il diritto alla prestazione pensionistica secondo la precedente normativa e possono chiedere all'ente di appartenenza la certificazione di tale diritto" (articolo 22-ter della nuova legge). Dal primo gennaio 2015 i requisiti di età anagrafica per l'accesso al sistema pensionistico italiano sono adeguati all'incremento della speranza di vita accertato dall'Istituto nazionale di statistica e validato dall'Eurostat, con riferimento al quinquennio precedente. Un regolamento che sarà emanato entro il 31 dicembre 2014 conterrà la normativa tecnica di attuazione.