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Quando si fa un trasloco, bisogna stare molto attenti a rivolgersi ad un autotrasportatore abusivo, magari il primo pescato sulle “Pagine gialle”, poiché si rischia addirittura un’ammenda di 516 euro, che macchia la fedina penale.
E’ un’altra delle numerose, terrificanti e inspiegabili sanzioni a carico dei consumatori ed è prevista dalla legge n. 162/1993 che ha modificato le vecchie norme del 1974 sull’autotrasporto di cose per conto terzi, le quali punivano soltanto l’autotrasportatore abusivo, cioè non iscritto all’albo, non l’utente. Per di più, questi rischia anche il sequestro e addirittura la confisca della merce, rimanendo così senza i mobili di casa.
Ma come si fa a riconoscere un autotrasportatore abusivo? E’ semplice, bisogna pretendere un contratto di trasporto (è previsto dalla legge) con l’indicazione degli estremi dell’iscrizione all’albo e dell’autorizzazione al trasporto di cose per conto terzi rilasciata dal Comitato provinciale dell’albo nazionale degli autotrasportatori. Se c’è un contratto regolare l’utente può dormire tranquillo e ha diritto anche ai risarcimenti previsti dalla legge (fino a 6,20 euro per kilogrammo di merce) in caso di perdita o avaria delle cose trasportate.