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Quando la condotta contestata al lavoratore viola non generali obblighi di legge o obblighi rientranti nel cd. minimo etico e acquisiti dalla coscienza sociale, ma regole comportamentali contrattualmente introdotte nel rapporto di lavoro e funzionali al suo miglior svolgimento, l’affissione del codice disciplinare prevista dallo Statuto dei Lavoratori (art. 7, legge n. 300 del 1970) è necessaria. Questo è il principio di diritto affermato dalla Cassazione con sentenza n. 54 del 3 gennaio 2017. Il caso. La Corte d’appello dichiarava legittima la sanzione disciplinare inferta al dipendente di una banca dal suo datore di lavoro per le reiterate anomalie commesse in violazione di norme interne relative agli affidamenti bancari e all’erogazione di finanziamenti. Irrilevante, infatti, nel caso di specie, la mancata affissione del codice disciplinare: la condotta contestata al lavoratore non trovava la propria fonte nella contrattazione collettiva, ma discende «dalle disposizioni interne, sicché si trattava di regole inerenti al dovere di cui all’art. 2104 c.c., la cui violazione comportava la lesione di interessi del datore di lavoro, indipendentemente dal loro inserimento nel codice disciplinare». Affissione non necessaria. La Cassazione, richiamando un proprio consolidato orientamento, ribadisce il principio secondo cui «in tutti i casi nei quali il comportamento sanzionato sia immediatamente percepibile dal lavoratore come illecito, perché contrario al cd. minimo etico o a norme di rilevanza penale, non è necessario provvedere all’affissione del codice disciplinare». Affissione necessaria. Il caso di specie, invece, non riguarda doveri fondamentali del lavoratore o condotte riconducibili al cd. minimo etico o di rilevanza penale e rientranti nella coscienza sociale (riconoscibili come tali e sanzionabili senza necessità di specifica previsione), ma tratta di norme derivanti da direttive interne mutevoli nel tempo, a causa di contingenze economiche e di mercato, al pari del grado di elasticità consentito nella loro applicazione in relazione al luogo, al momento, alla tipologia del cliente. Conclude, quindi, la Suprema Corte che l’ambito ed i limiti della rilevanza disciplinare dell’inosservanza di tali disposizioni, nonché la gravità della stessa ai fini di adeguatezza della sanzione, dovevano essere previamente posti a conoscenza dei dipendenti mediante affissione del codice disciplinare.