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Giusta preoccupazione e timori per la salute dei cittadini reggini ricadenti nel comprensorio perimetrale del Calopinace a sud della città, sino all’Annunziata a nord della stessa ed a monte sino a San Paolo alla rotonda.

A comunicarlo è l’Avv. Saverio Cuoco, presidente regionale Calabria dell’Unione Nazionale Consumatori, non appena si è sparsa infatti la notizia dell’emissione dell’Ordinanza Sindacale n° 29 dell’08 maggio 2018, numerosi cittadini hanno contattato la sede dell’associazione, in cerca di ulteriori e più approfondite informazioni, alla luce della dichiarazione di non potabilità dell’acqua e del mancato utilizzo della stessa per scopi potabili e per il consumo alimentare (bere e cucinare), a causa dei valori oltre i limiti tabellari stabiliti dalla normativa vigente di ioni sodio, cloruro e ferro.

E’ necessario al più presto fare chiarezza in merito, è davvero incomprensibile (come riportato dalla stessa ordinanza sindacale), che la comunicazione da parte dell’ARPACAL di esiti non conformi alla normativa vigente sul consumo di acqua risalente al 4 aprile scorso, venga resa pubblica con provvedimento sindacale, solo l’08 maggio e cioè a distanza di quasi un mese dal rilevamento dei valori anomali.

In tale periodo le famiglie reggine, bar, ristoranti, esercizi pubblici, strutture sanitarie, scuole, ecc. ecc. hanno continuato probabilmente ad utilizzare acqua non potabile anche per scopi alimentari, nel più assoluto silenzio, ignorandone il problema.

Il problema acqua a Reggio è sempre stato una spina nel fianco della città e l’Unione Nazionale Consumatori Calabria ha sempre richiamato l’attenzione su di essa, su tale argomento fra l’altro è in corso un approfondito accertamento da parte della Procura della Repubblica di Reggio Calabria (a seguito dell’esposto inoltrato dall’associazione a tutela dei consumatori), che dovrà presumibilmente concludersi entro il prossimo mese di luglio, allorchè i consulenti nominati dalla Procura dovrebbero depositare le loro conclusioni.

L’UNC Calabria su tale ennesima emergenza, sta predisponendo un ulteriore esposto da inoltrare alla Procura della Repubblica, ritiene infatti l’associazione, che sia necessario e doveroso portare all’attenzione della procura adita, una questione assai grave, legata ad un ormai ben noto problema, ritornato nuovamente alla ribalta delle cronache, ossia quello legato alla qualità delle forniture delle acque reggine ed in particolare al degrado delle stesse, che rischia di mettere seriamente a repentaglio la salute dei cittadini.

Ritiene inoltre l’associazione che le istituzioni debbano fornire un costante aggiornamento ai cittadini che hanno il diritto ad essere informati, dei rilievi continui che vengono eseguiti dall’ARPACAL.

La trasparenza non è mai troppa soprattutto quando si tratta di salute e i consumatori hanno il diritto ad avere in tale ambito un’adeguata informazione.

Inoltre l’UNC Calabria diffida il Comune, ad effettuare l’esenzione totale del pagamento della bolletta dell’acqua, per tutto il periodo in cui la stessa rimarrà non potabile, al fine anche di eludere conseguenti ed inevitabili contenziosi.

L’associazione fornirà ai cittadini delle zone interessate dall’ordinanza sindacale di non potabilità dell’acqua, la necessaria assistenza nel chiedere non solo la decurtazione degli importi di pagamento del servizio idrico a seguito dei disagi patiti e dell’inadempimento di un contratto di somministrazione stipulato con il Comune, ma altresì il rimborso delle spese e dei disagi sostenuti nell’acquisto obbligato di acqua minerale per scopi potabili e per il consumo alimentare (bere e cucinare), tutto ciò nonostante gli importi considerevoli che già sono costretti a versare a seguito dell’innalzamento considerevole delle tariffe del servizio idrico.

La non potabilità dell’acqua costringe i cittadini a tenere il rubinetto chiuso e a comprare l’acqua imbottigliata dal negozio, pertanto l’associazione chiede che vengano ripristinati al più presto i valori in conformità ai parametri di legge per porre fine ai disagi dei cittadini.