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Parliamo di Social card e Bonus famiglia che si sono rivelati, finora, due clamorosi flop di quella che doveva essere una politica di sostegno alle famiglie e ai consumi.
Invece i numeri parlano chiaro. La Social card, che avrebbe dovuto raggiungere una platea di 1.300.000 persone si è fermata, a fine febbraio, a 560.000, di cui solo 420.000 attivate entro dicembre 2008. I numeri definitivi sono arrivati pochi giorni fa, il governo dovrebbe presentare una relazione completa entro marzo, in cui dovrà anche spiegare perché la tanto sbandierata "retroattività" di chi ha fatto richiesta entro il 28 febbraio è rimasta congelata. Per un governo che chiede mano libera sui decreti legge, questo è rimasto, invece, bloccato.
 
E anche le cifre del Bonus famiglia si presentano più che deludenti. Si ricorderà che anch'esso nasce da un "no". Non si potevano detassare le tredicesime, disse il governo di fronte a una richiesta unanime che univa Confindustria ai sindacati. Le Casse dello Stato permettevano solo un provvedimento "mirato" e "selettivo": già, ma "quanto" selettivo? I ministeri competenti (Economia e Welfare) avevano indicato una platea di 8 milioni di famiglie. Alla scadenza del 28 febbraio i Caf certificano di aver preparato meno di 2 milioni e mezzo di domande. Pur tenendo presente che in molti, specie nelle piccole aziende, potrebbero non aver fatto ricorso ai Caf, siamo - comunque - a meno della metà del Bonus promessi. E questo - ripetiamo - incide non solo sull'economia delle famiglie, ma anche su una possibile ripresa dei consumi.