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Crollano i consumi a ottobre: meno 8,1% sul 2019. Vanno giù soprattutto i servizi del tempo libero, il turismo e i trasporti, che risentono della pandemia e delle restrizioni

 17 Novembre 2020 Sabrina Bergamini

Crollano i consumi a ottobre: meno 8,1% rispetto allo stesso mese del 2019. La pandemia, l’emergenza sanitaria che si riaccende e le prime misure di contenimento causano un crollo dei consumi. A farne le spese sono soprattutto i servizi del tempo libero, il turismo e i trasporti.

L’Indicatore dei Consumi Confcommercio scende dell’8,1% a causa del tonfo della domanda relativa ai servizi, che crolla del meno 27,7%. I beni sono fermi allo 0,2%.

I consumi secondo Confcommercio: è crollo

 

«Dopo la forte ripresa registrata nel terzo trimestre, a ottobre il riacutizzarsi della pandemia e le prime misure di contenimento hanno di nuovo deteriorato la situazione dell’economia», dice Confcommercio.

Meno 8,1% per i consumi nel confronto annuale: un crollo. Il rallentamento colpisce soprattutto la filiera del turismo, dei servizi per il tempo libero e i trasporti «con riduzioni della domanda che si avvicinano a quelle registrate a marzo in occasione dello scoppio dell’emergenza coronavirus».

I settori più colpiti sono quelli che si sono fermati o quasi per la pandemia e le misure di contenimento.

I servizi ricreativi crollano di oltre il 73%, gli alberghi del 60%, bar e ristoranti del 38%. Vanno giù dunque le spese per la mobilità e il tempo libero: risentono della crisi sanitaria e delle progressive restrizioni. Criticità ci sono anche per la domanda di abbigliamento e calzature che risentono in modo indiretto della minore socialità e mobilità (meno 1,7%). Ci si muove di meno, si sta spesso in casa: abiti e scarpe nuove non servono più di tanto.

Si mantiene il segno positivo per beni e servizi di comunicazione (più 6,8%) e per alimentari e bevande (più 1,3%).

Male anche il Pil

«Male anche il Pil, in rapido peggioramento: a novembre l’Ufficio Studi stima una riduzione del 7,7% mensile e del 12,1% annuo – prosegue Confcommercio – A meno di un eccezionale, ma improbabile, recupero a dicembre, il calo congiunturale nel quarto trimestre dovrebbe essere superiore al 4%. Ciò non cambierebbe le attese per il risultato finale del 2020 Pil per il 2020 (tra -9% e -9,5%), grazie a un terzo trimestre decisamente più favorevole rispetto a quanto previsto, ma implicherebbero un’entrata ben peggiore nel 2021, facendo svanire le più ottimistiche previsioni di rimbalzo statistico per l’anno prossimo».

Consumatori: niente ripresa e Natale a rischio

Niente ripresa dei consumi e previsioni magre per il business di Natale, commenta il Codacons.

«Nonostante i bonus a pioggia del Governo, l’attesa ripresa dei consumi non c’è stata e, al contrario, le famiglie continuano a tagliare la spesa, a causa delle situazione di emergenza che investe il paese e della grave incertezza sul futuro – dice il presidente Carlo Rienzi – In tale contesto appaiono seriamente a rischio i consumi legati al Natale». L’associazione ha già stimato che le spese per il Natale al momento rischiano un crollo del 14,5% pari a 1,5 miliardi in meno rispetto al 2019.

Di «Italia nei guai» parla l’Unione Nazionale Consumatori. «La produzione industriale a settembre, secondo i dati Istat, è calata del 5,6% su agosto, le vendite al dettaglio dello 0,8% e così via. Ora i dati di ottobre di Confcommercio ci confermano che questo trend negativo è destinato ulteriormente a peggiorare, visto che il nuovo semi-lockdown è iniziato il 26 ottobre e solo dal 6 novembre sono ritornate le zone rosse – dice il presidente Massimiliano Dona – Insomma, se, secondo i dati di Confcommercio, i servizi ricreativi (Icc in quantità) sono crollati a ottobre del 73,2% su base annua, ci domandiamo cosa accadrà a novembre quando sono scattate tutte le misure restrittive dei nuovi Dpcm». Il futuro non promette bene.