Notizie recenti

Newsletters

 
 
Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Nessun crollo dei consumi alimentari per le festività natalizie. Secondo una stima di Coldiretti sono infatti 3 i miliardi di euro spesi in cibi e bevande consumati a tavola da più di 23 milioni di famiglie tra il cenone della vigilia e il pranzo di Natale.
A fronte di una tenuta di cibo e vino Made in Italy, si è registrato invece per Coldiretti l'abbandono delle mode esterofile del passato. Meno caviale e ostriche, salmone e champagne, mentre a tavola hanno campeggiato più bollito, cappelletti in brodo, pizze rustiche.
Nessun crollo dei consumi. Secondo le prime stime della Confederazione Italiana Agricoltori, «non c'è stato il temuto crollo dei consumi». La spesa alimentare per le ricorrenze è stata così ripartita: 1,1 miliardi di euro per carni e pesce, 600 milioni per primi piatti e per il pane, di 450 milioni per dolci (con panettoni e pandori che hanno fatto la parte del leone); 400 milioni per vini e spumanti (per il 94 per cento italiani), 300 milioni per formaggi e salumi (molti dei quali a denominazione di origine) e 180 milioni per frutta fresca o secca; per un totale che secondo Confederazione italiana agricoltori arriva a 3 miliardi di euro. Anche per la grappa «sembra che le vendite stiano tenendo», sottolinea oggi il presidente dell'Istituto Nazionale Grappa Cesare Mazzetti.
Per i regali spesi due miliardi in meno. Ma se per i consumi di cibi e bevande il crollo non c'è stato, un netto calo si è verificato sul fronte degli acquisti di regali. Il Natale appena passato è stato infatti caratterizzato da un numero minore di regali, di minor costo e inferiore qualità rispetto all'anno scorso.