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Secondo fonti stampa, la bozza del Decreto Ristori prevede il rimborso con voucher per gli spettacoli previsti dal 24 ottobre a gennaio 2021 e annullati per le nuove restrizioni anti-Covid. Codacons e UNC chiedono rimborsi in denaro

Il Consiglio dei Ministri avrebbe dato il via libera al Decreto Ristori, si apprende dall’Ansa. La bozza, composta da 32 articoli, dovrebbe contenere anche le disposizioni in merito ai rimborsi dei biglietti per spettacoli prenotati dagli utenti e annullati a seguito delle misure anti Covid del nuovo Dpcm.

In particolare – spiega l’Ansa – la bozza del Decreto Ristori, che estende le misure già previste durante la prima fase dell’emergenza, prevede “il rimborso con voucher anche per gli spettacoli dal vivo previsti dal 24 ottobre e fino a gennaio 2021 e saltati per le nuove restrizioni anti-Covid. La misura vale anche per “i titoli acquistati dal 1 al 24 ottobre non fruiti” finora e “non fruibili fino al 31 gennaio 2021”.

Secondo il rapporto Censis-Confimprese un eventuale lockdown a Natale farebbe perdere 25 miliardi di spesa delle famiglie. Il Natale è considerato l’orizzonte temporale di riferimento per la tenuta psicologica degli italiani

Sabrina Bergamini

L’asticella è fissata al Natale. La tenuta psicologica degli italiani regge fino alle feste. Ma un eventuale lockdown a Natale farebbe sfumare 25 miliardi di euro di consumi. Tutto questo in un anno che, fra le restrizioni di primavera e quelle successive di queste settimane, si potrebbe chiudere con un crollo dei consumi per un valore complessivo di 229 miliardi di euro, meno 19,5% in termini reali in un anno.

«Se crollano i consumi, crolla l’Italia», dice il rapporto Censis-Confimprese «Il valore sociale dei consumi» diffuso oggi.

Come risolvere eventuali controversie sorte a seguito del lockdown tra proprietario e conduttore al fine di salvaguardare il rapporto contrattuale. La sentenza del tribunale di Venezia

Covid e contratti di locazione

A seguito della diffusione del Covid - 19 e del successivo lockdown, molti contratti di locazione aventi ad oggetto immobili ad uso non abitativo sono stati oggetto di controversie per il mancato pagamento dei canoni.

Per cercare di arginare tale fenomeno il legislatore ha emanato una serie di norme volte a tutelare la parte più debole del sinallagma contrattuale, molto spesso, però, tale legislazione emergenziale ha solo creato ulteriori dubbi rendendo comunque necessaria l'applicazione della normativa speciale in materia e di quella codicistica.

Secondo un monitoraggio dell’UNC, scuole materne ed elementari segnano quest’anno una tendenza al rialzo dei prezzi. Attenzione anche alla “clausola Covid” per le rette di istituti, corsi e palestre

Sabrina Bergamini

Attenzione al prezzo delle scuole materne ed elementari. Infanzia e istruzione primaria segnano quest’anno una tendenza al rialzo dei prezzi, che in molte città corrono più dell’inflazione. Mentre qualche consumatore che si sarà imbattuto nella “clausola Covid” se lo starà chiedendo: cosa fare se si arriva di nuovo a una chiusura generalizzata a causa della pandemia?

UNC: rincari su scuole materne ed elementari

Scuola dell’infanzia, elementari e medie rimangono in presenza. Il nuovo Dpcm prevede invece la didattica a distanza nelle scuole superiori “per una quota pari almeno al 75% delle attività”. La protesta dei presidi, il divario digitale

Sabrina Bergamini

Scuola dell’infanzia, elementari e medie rimangono in presenza. Nelle scuole superiori si aumenta il ricorso alla didattica a distanza “almeno” fino al 75%. E su quell’almeno probabilmente conteranno alcune Regioni per portare tutte le superiori in didattica a distanza.

Gli istituti hanno tempo solo nella giornata di oggi per adeguare l’offerta formativa alle nuove indicazioni. E non è escluso che quel 25% di didattica in presenza che rimane alle scuole superiori possa essere divisa fra le classi prime e le ultime, quelle dei ragazzi che dovranno fare la maturità. Intanto l’Associazione nazionale presidi protesta e denuncia che nel nuovo Dpcm si lede l’autonomia scolastica.

“Il Coronavirus ha dato grande visibilità al pane, diventato l’alimento simbolo del lockdown”, dice l’Associazione Italiana Bakery Ingredients. Come è cambiato il consumo di pane dalla primavera a oggi

Sabrina Bergamini

Vedi il consumo di pane per interpretare i cambiamenti nelle case degli italiani. È valido anche il contrario: vedi i cambiamenti nelle case degli italiani per capire in che direzione va il consumo di pane.

Il lockdown dei mesi passati, lo stare in casa il più possibile che sta tornando ancora oggi come ultima misura contro la pandemia, è stato raccontato in molti modi. E uno di questi è il consumo alimentare, il ritorno in cucina e con le mani in pasta – letteralmente. Gli italiani chiusi in casa si sono messi a impastare pane e pizza. Hanno inoltre riscoperto il fornaio dietro casa come presidio del territorio e garanzia di consegne a domicilio – una novità per molti consumatori.

Bruno Acquas 

Brevi deduzioni e riflessioni sulla tutela del conduttore ai tempi del Covid alla luce della recente pronuncia del Tribunale di Roma

Locazioni commerciali e Covid-19

All'indomani dell'emanazione dei noti DPCM di ottobre, con i quali vengono imposte nuove misure restrittive anti-contagio per l'esercizio delle attività commerciali (tra queste, in particolare, giova menzionarsi l'obbligo di chiusura dei locali alle 24:00 e i "coprifuoco selettivi"), diventa sempre più urgente appurare quali siano gli strumenti di tutela a disposizione dei conduttori di immobili commerciali, che siano destinatari di ingenti restrizioni legate all'emergenza causata dal Covid-19.