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Tutte le novità. Dal 1° gennaio 2018 s’innesta nel nostro sistema un nuovo strumento di tutela, volto a garantire i consumatori da abusi e comportamenti scorretti delle società fornitrici di energia elettrica e gas. Pertanto ogni cliente o utente finale, in caso di esito negativo del reclamo e fallimento del tentativo di conciliazione, per mancata partecipazione dell’operatore, potrà presentare istanza all’AEEGSI (Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico). Si tratta di una procedura snella che permette in tempi ragionevoli di definire le controversie insorte tra consumatore e gestore, ma resta sempre salva la possibilità di poter agire in sede giurisdizionale.

Giovani sempre più a rischio esclusione sociale. E' la fotografia poco rassicurante del rapporto Caritas 2017 sulla povertà giovanile presentato oggi a Roma da mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei e da don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana. "Il futuro di molti giovani in Italia non è serenamente proiettato verso l’avvenire", sottolinea il rapporto dal titolo significativo 'Futuro anteriore'. Nel dettaglio, nella fascia di età 18-34 anni è povero 1 su 10 e il rischio povertà ed esclusione sociale tocca il 37% dei giovani italiani. Complessivamente, in dieci anni la situazione è andata peggiorando visto che il numero complessivo di poveri è aumentato del 165,2% in un decennio: nel 2016 le persone in grave povertà sono risultate 4 milioni e 742mila.

Ho sentito parlare di elettrodomestici collegati a internet e mi sembra una bella innovazione, ma non c’è il rischio che non venga rispettata la mia privacy?

Se da un lato il futuro digitale dei consumatori si presenta felicemente in evoluzione, non possiamo senz’altro trascurare alcune preoccupazioni dovute al fatto che questi oggetti producono (meglio sarebbe dire “registrano”) una enorme quantità di dati personali.

La maggior parte di questi sono “anonimi”, come quelli che fornisce il nostro smartphone ai sistemi di navigazione stradale per restituirci informazioni sul traffico. Ma in altri casi si tratta di dati che hanno un nome ed un cognome: sembra che negli Stati Uniti si sia svolto il primo processo che ha visto come “testimone” una lavatrice!“

Dopo la riforma del 2012 è cambiato qualcosa nella possibilità di un genitore di diseredare il proprio figlio unico o uno di due o più figli?

No. Il genitore poteva e può escludere di fatto uno dei figli dal proprio testamento, lasciando i propri beni a un altro parente o a estraneo; in tal caso però il testamento resterà impugnabile dal figlio escluso con l’azione di riduzione. Si ritiene invece che il genitore non possa diseredare in modo esplicito il figlio limitandosi a scrivere “diseredo mio figlio Tizio”, ma debba come sopra, escluderlo in modo tacito attribuendo tutto a soggetti diversi da Tizio (diseredazione “implicita”). La riforma della Filiazione introduce invece l’ipotesi di diseredazione all’inverso il figlio, nei confronti del quale il genitore sia decaduto dalla potestà genitoriale, potrà diseredare nel proprio testamento il padre o la madre in modo esplicito, senza motivazione alcuna e senza temere che il suo testamento con la clausola di diseredazione possa essere impugnato, né con l’azione di nullità, né con l’azione di riduzione.

Consiglio Nazionale del Notariato

I finanziamenti di cessione del quinto sono aumentati, secondo dati ufficiali, dell’11,6%. L’importo medio chiesto è stato pari a circa 15.700 euro, con un piano di restituzione di 94 rate (poco meno di otto anni). Chi richiede questo tipo di prestito ha uno stipendio medio di 1.513 euro e, nel 73,8% dei casi, a presentare domanda è stato un uomo.

Pagare lo stipendio solo attraverso gli istituti bancari o gli uffici postali. La proposta di legge, approvata questa mattina alla Camera (ora deve passare all'esame dell'altro ramo del Parlamento), ha come prima firmataria Titti Di Salvo, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera.

Si rafforzano, ma continuano a non bastare per tutti gli italiani che ne avrebbero bisogno, le misure messe in campo dal governo contro la povertà. Allo stato attuale, riceveranno il Rei solo 1,8 milioni di individui, cioè il 38% del totale della popolazione in povertà assoluta: pertanto il 62% delle persone che vivono in estrema difficoltà ne rimarrà escluso. Il 41% dei minori in povertà assoluta non sarà raggiunto dalla misura al suo avvio. Troppo poco rispetto alle necessità. Per rendere davvero universale lo strumento servirebbero molti più fondi, considerando che nel nostro Paese a trovarsi in condizioni di povertà assoluta sono 4,75 milioni di italiani, il 7,9% della popolazione complessiva.