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Assobibe ritiene incomprensibile l’introduzione di una serie di misure fiscali che aumentano il costo delle bevande contenenti zucchero

Elena Leoparco

Lo zucchero delle bibite finisce finisce nel mirino della manovra finanziaria. Il costo, come precisato dal Ministro dell’Economia Gualtieri ieri al Sole24 Ore, sarà di 10 euro a ettolitro (o di o,25 euro al chilo nel caso delle polveri. Anche in questo caso, il valore unitario è poco impattante ma il livello complessivo assume una certa consistenza: più di 200 milioni entro l prossimo anno.

 

La reazione di Assobibe

Immediata la reazione del settore con Assobibe che ritiene incomprensibile l’introduzione di una serie di misure fiscali che aumentano il costo delle bevande contenenti zuccheri. 

“È incomprensibile parlare di Sugar Tax quando si escludono tutti i prodotti contenenti zucchero e si applica solo alle bevande zuccherate, che in Italia hanno consumi contenuti e in calo da 10 anniSfugge peraltro la logica che porta a identificare un segmento in calo costante (-25% in ultimi anni)”

Alle aziende del settore la misura appare economicamente dannosa, perché penalizza un comparto che genera valore e occupazione anche a livello locale con la produzione di aranciate, cedrate, cole, gazzose, spume, acque toniche e chinotti.

Sugar tax e benefici per la salute

Le tasse sui soft drink zuccherati introdotte in Cile, Francia e Messico hanno tagliato di 1, 3 e 7 calorie al giorno l’apporto calorico complessivo dei cittadini (mediamente di 2.500/3000 calorie), effetti che si sono rivelati ininfluenti sui tassi di obesità che hanno continuato a salire.

Corre l’obbligo di ricordare che, in Parlamento così come in organismi internazionali, il Ministero della Salute ha chiarito in questi anni che dove sono state introdotte tasse non si è “riscontrato nessun effetto diretto delle politiche di tassazione sulla prevalenza di obesità infantile” e che l’approccio fiscale è “privo di componenti educative verso sane abitudini alimentari”.

L’opinione dei consumatori

Sull’argomento interviene anche l’Unione Nazionale Consumatori dichiarando che “Al di là del fatto che non capiamo perché si alle bevande e no alle merendine, siamo favorevoli alla sugar tax, purchè accompagnata da messaggi educativi“.

“Per questo”, afferma Massimiliano Dona, presidente UNC, “chiediamo che sulle confezioni stesse dei prodotti tassati ci sia un bollino per spiegare le ragioni di questa imposizione fiscale, così da stimolare le aziende a mettere in commercio prodotti sempre più salutari. Altrimenti la sugar tax serve solo a fare cassa”.