Notizie recenti

Newsletters

 
 
Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare lancia una consultazione pubblica sull’età appropriata per introdurre nei lattanti l’alimentazione complementare, quella che fra i non addetti ai lavori viene chiamato svezzamento. Il parere scientifico in bozza dell’Efsa, redatto da esperti scientifici dell’Autorità, si è basato su circa 300 studi. Una delle principali conclusioni cui giunge l’Autorità è che “l’età appropriata per introdurre alimenti complementari dipende dalle caratteristiche e dallo sviluppo del bambino, ancor più nei neonati pretermine. Nella maggior parte dei neonati, tale età è compresa tra 3-4 mesi circa e 6 mesi”.

Quanti di noi sarebbero entusiasti nel consumare un’aranciata, una cola, una fetta di salmone affumicato, o il tuorlo di un uovo incolori?

Probabilmente pochi e per questo esiste la possibilità di “colorarli”: Il tutto però deve avvenire nel rispetto delle norme sugli additivi coloranti definite dal Regolamento Europeo 1333/2008. Lo stesso Regolamento li definisce come:

La domanda dei consumatori: è vero che le uova vanno evitate perché contengono molto colesterolo e quindi fanno aumentare il rischio di malattie del cuore e dei vasi sanguigni?

La risposta di Marcello Ticca, nutrizionista e dietologo

Questa è l’opinione ampiamente diffusa a tutti i livelli da decenni, una opinione che ha fatto sì che le uova diventassero il vero simbolo di come un alimento possa essere ingiustamente demonizzato.

Nel nostro Paese esiste un sistema di controllo degli alimenti molto articolato che coinvolge i produttori (autocontrollo) e le Autorità pubbliche (controlli ufficiali). Esistono poi delle strutture private che fanno dei campionamenti mirati su specifici alimenti per accertarne la regolarità. In termini quantitativi con gli autocontrolli si effettuano diversi milioni di analisi ogni anno; con i controlli ufficiali circa un milione mentre le strutture private generalmente effettuano qualche migliaia di analisi.

Quante volte ci è capitato di scegliere un ristorante per il cibo fresco e di qualità? Quante volte al mercato abbiamo comprato verdure di stagione a km zero e uova fresche di giornata? Abbiamo la certezza che il cibo che mettiamo sulle nostre tavole, pubblicizzato come di qualità, sia davvero tale? Stando all’ ultimo rapporto sulle Agromafie Eurispes-Coldiretti sembra non sia proprio sempre cosi e che anzi, sarebbero molteplici i prodotti adulterati, dalla mozzarella sbiancata con la soda al pesce rinfrescato con acidi e acqua ossigenata, fino al miele ‘tagliato’ con lo sciroppo di mais.

Sarà finalmente possibile conoscere il nome delle aziende che importano gli alimenti dall’estero. Lo ha deciso il Consiglio di Stato che nel suo pronunciamento del 6 marzo 2019 ha eliminato i segreto sui dati dei flussi commerciali del latte e dei prodotti lattiero caseari oggetto di scambio intracomunitario e provenienti dall’estero detenuti dal Ministero della Salute. Il pronunciamento permetterà così un più tempestivo intervento in caso di allarmi alimentari che provocano turbative sul mercato ed preoccupazione nei consumatori. 

Riduzione dei gas serra, produzione di cibo cruelty free senza rinunciare alle proteine animali, sono tra le motivazioni dietro l’ultimo ritrovato delle mode alimentari: la carne sintetica, prodotto che – secondo alcune previsioni – potrebbe arrivare sulle nostre tavole a partire dal 2020. Sono infatti molti i laboratori che da diversi anni nel mondo stanno lavorando su questo progetto, presentato ufficialmente in pubblico nel 2013 con l’assaggio del primo hamburger prodotto in laboratorio. Presentazione avvenuta peraltro con un certo successo, dato che chi lo ha assaggiato dichiarò che aveva un gusto intenso(anche se non molto succoso per l’assenza di lipidi) e paragonabile a quello della carne.