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E' IN ARRIVO LA "CENSURA PRIVATA" SU INTERNET E-mail
Venerdì 22 Giugno 2012 05:16
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 È capitato a tutti noi di non riuscire a collegarci a un sito Web, ricevendo un messaggio di errore che varia a seconda del browser, del sistema operativo e della causa del mancato collegamento. Ebbene, alle cause già note se ne è aggiunta di recente una imprevista: la censura“privata”, ossia effettuata da operatori di telecomunicazioni nei confronti degli utenti di telefonini mobili (che generano oramai il 10 per cento dell’intero traffico Internet). Diversa dalla censura “pubblica”, notoriamente praticata dai governi antidemocratici per bloccare l’accesso a contenuti sgraditi al regime, quella “privata” blocca l’accesso a siti sgraditi agli operatori telefonici, quali il sito Biased-BBC (www.biased-bbc.blogspot.co.uk), che mette in discussione l’imparzialità della Tv pubblica britannica, il sito della St Margarets Community (www.stmgrts.org.uk) o il sito francese La Quadrature du Net (www.laquadrature.net/en), che ha condotto una forte battaglia contro l’ACTA, l’accordo anti-pirateria digitale accusato di ledere i diritti e le libertà fondamentali.

A denunciarlo è un rapporto ufficiale del relatore ONU per la libertà d'opinione e d'espressione, Frank La Rue, consegnato l’anno scorso al Consiglio sui diritti umani, nel quale non solo vengono condannate le pratiche di censura e sorveglianza dei paesi autoritari, ma anche si mette in guardia sulle “pericolose tendenze che nel mondo democratico minacciano i diritti dei cittadini alla libertà di espressione nell'era di Internet”.

Lo strumento tecnico con cui si attua la censura privata è costituito dai filtri progettati per aiutare i genitori a impedire ai figli minorenni l’accesso a materiale inadatto alla loro età, ma che in realtà bloccano molti più siti di quanto dovrebbero. Secondo un rapporto di Open Rights Group e della London School of Economics, basato sui dati del sito Blocked.org.uk e relativo al mercato britannico, a cadere nelle maglie dei filtri sono anche siti “innocui” per i minori, come appunto quelli citati, che nulla hanno a che fare con la pornografia.

Il fenomeno della censura privata sembra riguardare per il momento più gli utenti di telefonia mobile di alcuni paesi esteri, soprattutto Francia e Regno Unito, che italiani, ma è bene rimanere vigili e segnalare eventuali abusi che si dovessero verificare nel nostro Paese. 

 

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