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Lunedì 11 Giugno 2012 05:23
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 All’inizio c’erano i gruppi d’acquisto. Alcuni consumatori decidevano di riunirsi per semplificare l’acquisto di prodotti (specialmente alimentari, ma non solo) direttamente dal produttore. In questo modo si riusciva a risparmiare tempo, ma anche a comprare all’ingrosso, quindi a prezzi più bassi, accorciando la filiera. Con l’avvento di Internet, si è cominciato a diffondere l’e-commerce, ovvero la possibilità di acquistare beni e servizi direttamente dal sito del fornitore. Da qui all’invenzione dei gruppi d’acquisto online il passo fu breve.

Nel 2008, negli Stati Uniti, nasce Groupon, il primo gruppo d’acquisto online, curiosa crasi delle parole group e coupon a spiegare proprio l’acquisto di gruppo di beni e servizi. In pochissimo tempo si moltiplicano i competitorsed oggi il fenomeno ha preso piede, complice la diffusa crisi economica.

I numeri sono sensazionali: solo nel mese di gennaio di quest’anno, in Italia, i gruppi d’acquisto online superavano i 7 milioni di utenti unici (su un totale di circa 10 milioni di acquirenti attivi sul web) con un fatturato mensile di 250 milioni di euro. Un italiano su 3 ha acquistato almeno una volta su questi siti e poco meno (il 29% della popolazione) li utilizza ormai regolarmente. Gli organi di informazione ne parlano in continuazione. Digitando “gruppi d’acquisto” sui motori di ricerca si trovano oltre 2 milioni di risultati, il che suggerisce quanto si tratti di un trend non solo economico ma sociale, tanto che si parla ormai di social shopping e persino di couponing.

Come funzionano. Dopo essersi iscritti ad uno dei siti più rinomati per l’acquisto di gruppo online (Groupon, Groupalia, Livingsocial, Letsbonus, Citydeal, Buywithme, Glamoo, Tuangon, Yoodeal per citarne qualcuno) si ricevono quotidianamente per email le offerte del giorno. Scelta la proposta più interessante, l’acquisto si perfeziona solo se si raggiunge un numero prestabilito di acquirenti (quorum) in un tempo predeterminato (24, massimo 72 ore). Grazie a questa dinamica, che molto si avvicina alla logica dei social network (flessibilità, tempo reale, condivisione), questi siti, stanno facendo letteralmente faville.

Vantaggi e svantaggi. I siti di acquisto online rappresentano un buon escamotage commerciale per accedere a scontistiche davvero privilegiate (tra il 30 e il 60% con punte dell’80%). Ma anche il social shopping ha i suoi inconvenienti: dalle difficoltà di utilizzare il coupon prima della sua scadenza a quella di riuscire a prenotare il servizio per usufruirne in tempi brevi.

Forse la maggiore criticità dei gruppi d’acquisto sta in quella che è proprio la loro formula magica: il consumatore è spinto ad aderire in tutta fretta all’offerta. Non c’è forse il rischio di ritrovarsi ad acquistare un bene o servizio del quale non abbiamo effettivamente bisogno? Senza dire che alcune scontistiche sono convenienti solo in apparenza, in quanto il consumatore non è in grado di valutare in tempo reale, per non perdere l’opportunità, se lo sconto è reale o è magari lo stesso di altre promozioni.

Altra problematica che è frequentemente segnalata ai nostri sportelli riguarda la mancanza di disponibilità del prodotto/servizio nel momento in cui decido di usufruire del coupon: normalmente ne vengono venduti di più rispetto alla disponibilità effettiva del fornitore: si viene a creare così una sorta dioverbooking che spesso porta non pochi problemi per il consumatore, ma anche per il commerciante che deve rinunciare (forse per sempre) al cliente. E così pure ritardi nelle consegne, prodotti difettosi, informazioni incomplete relative al reale contenuto dell’offerta: sono questi i disservizi più comuni, ai quali si aggiunge un’assistenza post-vendita non all’altezza di un tradizionale servizio di customer care.

C’è poi il tema delle prestazioni sanitarie offerte in vendita su questi siti: è lecito? Quali avvertenze dovrebbe dare il medico? Quale sarà il regime di responsabilità in caso di errate diagnosi? Su questo tema la partita è aperta, ma non si può certo rinunciare ad un rapporto diretto con il professionista sanitario quando è in gioco la nostra salute.

I nostri consigli. Per evitare i problemi è buona regola non affidarsi semplicemente al sito del gruppo d’acquisto su cui si sta acquistando, ma contattare la singola struttura cui si fa riferimento (se si tratta ad esempio di un centro benessere, un trattamento estetico o una cena al ristorante); anche una ricerca sui forum che raccolgono le recensioni dei clienti può essere utile. È consigliabile, inoltre leggere le condizioni di utilizzo del coupon prima del click e in caso di problemi contattare subito il servizio clienti.

La prima regola resta il buonsenso: il rischio, infatti, è che accecati dallo sconto si comprino cose di cui non si ha effettivamente bisogno; il suggerimento, dunque, è crearsi un paniere di beni (compatibili con il nostro budget) e cercare in rete i prezzi più vantaggiosi confrontando diversi siti.

 
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