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L'ASSEDIO AL CITTADINO-CONSUMATORE E-mail
Martedì 03 Aprile 2012 05:37
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Un continuo assedio è quello a cui viene sottoposto il cittadino-consumatore, il quale ormai ha assunto il duplice ruolo di responsabile e artefice della propria vita individuale e familiare, ed unico soggetto sul quale grava l’onere di dover salvare il Paese conducendolo fuori dal baratro.

Come se non bastasse questa crisi economica ha creato  "un forte senso di destabilizzazione sui cittadini che, di punto in bianco, hanno dovuto modificare il loro tenore di vita e non riescono più ad identificarsi nello status che prima li rappresentava", scatenando gli eventi tragici di questi giorni di persone colpite non solo nelle tasche ma sconvolte anche nelle menti.

Assistiamo tutti i giorni presso gli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria dislocati sul territorio, afferma l’Avv. Saverio Cuoco presidente regionale dell’associazione, ad una vessazione continua ed incessante a cui è sottoposto il cittadino-consumatore in un Paese dove il carico fiscale ha raggiunto livelli pari al 50% del reddito prodotto, paragonabile ad un sequestro di beni a fronte di servizi inesistenti (basti considerare per esempio i trasporti e la sanità), con l’ulteriore aggravante di trovarsi in una regione con il più basso reddito pro-capite d’Italia
Sul cittadino calabrese gravano sempre più le pretese assurde dei gestori che erogano  gas ed energia elettrica, ecc. con bollette sempre più gonfiate e sempre più “giustificabili” assurdamente su consumi presuntivi.
I rincari non risparmiano neanche la telefonia fissa sempre più incapace di inseguire quella mobile, e non solo i gestori alternativi a Telecom Italia i quali devono corrispondere ad essa il canone per il noleggio della rete, ma si unisce al coro di aumenti la stessa Telecom, determinando un netto calo delle utenze fisse, a vantaggio di quella mobile, che costringerà gli utenti ad una fuga generalizzata dalla telefonia fissa a meno di essere disposti a pagare canoni esorbitanti.
In questo assedio alle economie del cittadino anche la REGES si impegna a fondo, in questi giorni con il recapito delle bollette per il consumo idrico, applicando una cospicua percentuale di acconto sui consumi presuntivi relativi all’anno in corso.
Come se non bastasse, a decapitare definitivamente anche il più piccolo risparmio sopravissuto, sul cittadino si abbatte il caro carburante ed il caro assicurazione.
Questo è il quadro che si ripresenta quotidianamente agli operatori della associazioni di consumatori ai quali i cittadini si rivolgono per fare valere i propri diritti, sempre più intolleranti a subire passivamente anche il più piccolo abuso da parte di chicchessia e sempre più agguerriti a far valere le proprie ragioni.
In questo quadro avvilente in cui ai cittadini vengono chiesti sempre più sacrifici economici, ha debuttato  a decorrere dal 2 aprile la nuova conciliazione con il fisco, ovvero l’ennesimo trucco sulle spalle dei contribuenti, perche' la procedura introdotta dalla legge non prevede che le due parti si incontrino, ne' che discutano alla presenza di un terzo soggetto neutrale.
Si tratta di una sorta di istanza di autotutela obbligatoria e con obbligo di risposta da parte dell'ufficio interessato, infatti per le liti fiscali inferiori a 20.000 euro, scatta per i contribuenti l’obbligo del tentativo di conciliazione con il fisco prima di poter ricorrere al ricorso giudiziale dinanzi la commissione tributaria competente.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di alleggerire il lavoro dei giudici tributari evitando le liti minori, ricorrendo però ad una “mediazione” senza mediatore, non esiste infatti un mediatore, cioè un terzo soggetto imparziale rispetto ai contendenti, è la stessa Agenzia delle Entrate a trattare le istanze conciliative dei contribuenti, il fisco è parte in causa e mediatore, un doppio ruolo poco credibile per i cittadini, il cui auspicio è la totale cancellazione di tale mediazione dall’ordinamento, affidandolo ad un soggetto in posizione di terzietà che dia sicure garanzie di imparzialità.  
 

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