Si parla tanto in questi giorni della decisione da parte dell’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne di spostare la produzione della nuova monovolume Fiat in Serbia, per motivi prettamente economici e sindacali.
E’ pur vero che un imprenditore persegua il massimo profitto dell’azienda in un periodo di economia globalizzata ed in questi anni abbiamo assistito a parecchi di questi esodi produttivi o come vengono chiamati “delocalizzazioni” della attività produttive all’estero in virtù di una logica utilitaristica, ma è pur vero che la Fiat durante il corso degli anni, per evitare licenziamenti vari e a sostegno dell’impresa ha beneficiato di ingenti finanziamenti pubblici dallo Stato Italiano che è come dire dai cittadini-contribuenti Italiani.
E se questi stessi cittadini Italiani, acquisissero la cognizione di avere un grande potere dallo loro parte, tanto ampio da determinare le sorti di un mercato automobilistico o altro che sia, decidendo se, quando e come acquistare un qualsiasi articolo in vendita, ovvero se i consumatori organizzati decidessero di non acquistare la monovolume Fiat, delocalizzata in Serbia, Corea, Moldavia o altro Paese, cosa accadrebbe ?
In definitiva l’ultima parola spetta ai consumatori, ai quali appartiene il potere del mercato ma ancora non lo sanno.

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