La Corte di Cassazione, con la recentissima sentenza del 22 febbraio 2010, n. 4077 ha statuito la nullità delle iscrizioni ipotecarie da parte dell’Equitalia per debiti tributari inferiori ad € 8.000,00.Dalla ratio decidendi della suddetta sentenza emerge che l’iscrizione ipotecaria rappresenta un atto preordinato e strumentale all’espropriazione immobiliare: da tale premessa i giudici di legittimità fanno discendere la conseguenza che anche l’iscrizione di ipoteca soggiace al limite stabilito per l’espropriazione immobiliare che, in base alla previsione dell’art. 77 del D.P.R. 602/1973, può essere attivata solo nel caso in cui il debito verso l’Erario sia superiore agli € 8.000,00
La sentenza de qua rappresenta un grande passo avanti per i contribuenti, continuamente nel mirino di Equitalia che, come costantemente denunciato da Federcontribuenti, illegittimamente utilizza gli strumenti predisposti dalla legge per ottenere il soddisfacimento delle ragioni di credito dell’Erario.Osserva l’avv.to Michela Russo: “l’Equitalia si è servita dello strumento della iscrizione ipotecaria in modo assolutamente illegittimo, ingenerando gravi danni a milioni di cittadini italiani.Secondo recenti stime, i contribuenti che si sono visti gravare da ipoteca legale la propria casa sono 160 mila: le iscrizioni ipotecarie per crediti erariali inferiori agli € 8.000,00 oscillano tra il 30 e il 50% delle totali, ovvero tra le 50 e le 80 mila.

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