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 Per poter usufruire della garanzia sui prodotti acquistati (disciplinata dagli art. 128 a 135 del Codice del Consumo, varato con il Decreto Legislativo n. 206/2005),  il consumatore deve fornire la prova dell’acquisto del bene, indispensabile per la decorrenza biennale della garanzia legale. Senza dubbio, lo scontrino fiscale, rilasciato dal venditore al momento della consegna del bene, costituisce la prova principale del rapporto contrattuale intercorso e della data in cui si è verificato, soprattutto nell’ipotesi in cui il pagamento avvenga tramite denaro contante.

Tuttavia, in caso di smarrimento dello scontrino fiscale, o di non visibilità dello stesso (scolorimento se stampto su carta termica), è possibile presentare altri documenti che attestino l’acquisto, quali appunto lo scontrino bancomat e la cedola della carta di credito, dai quali è possibile desumere il nominativo del venditore e la data di acquisto del bene. Nel caso in cui il venditore contesti la validità di tale ulteriore documentazione (che, in realtà, comprova l’esistenza del rapporto contrattuale nonché la data della relativa consegna del bene, legittimando, pertanto, l’operatività della garanzia legale) spetterà al medesimo venditore fornire la prova contraria, ossia che tale documentazione non si riferisce al bene effettivamente venduto.

La disciplina della garanzia legale per i beni di consumo – al fine di informare i lettori dei propri diritti e dei rimedi esperibili- prevede che il difetto di conformità si manifesti entro 24 mesi dalla consegna. Il tempo massimo a disposizione del consumatore per la denuncia del difetto, a pena di decadenza, è di due mesi dalla relativa scoperta e l’azione giudiziaria diretta a far valere il suddetto difetto si prescrive in ventisei mesi dalla consegna.

Per quanto riguarda i rimedi esperibili, il consumatore, a sua scelta, può richiedere al venditore la riparazione o sostituzione del bene, in entrambi i casi senza spese, salvo che il rimedio scelto non sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso. La riparazione o sostituzione devono avvenire entro un termine congruo e senza arrecare notevoli inconvenienti al consumatore. Nell’ipotesi in cui tali rimedi siano impossibili o eccessivamente onerosi, ovvero il venditore non vi provveda entro il termine congruo, il consumatore può richiedere, a sua scelta, una adeguata riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto.