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ILLEGITTIMA PER L’UNC CALABRIA LA PENALE SULLA VOLTURA DEI CONTRATTI D’ACQUA E-mail
Venerdì 09 Novembre 2012 06:27
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 E’ allarme dissesto finanziario delle famiglie, infatti dopo l’aumento della percentuale IMU da versare sulle seconde case, introdotta dal Commissario Governativo per  garantire la salvaguardia degli equilibri economico-finanziari del bilancio dell’Ente, il Comune di Reggio Calabria tenta l’ennesimo escamotage acchiappa-soldi, attraverso la richiesta di pagamento a numerose famiglie, della  penale sui contratti di fornitura d’acqua, per avere omesso di effettuare la voltura degli  stessi.

Gli avvisi di pagamento recapitati a numerosi cittadini in questi giorni, contengono oltre la richiesta del pagamento del canone idrico e della depurazione, anche questa fantomatica penale, tirata fuori dal cilindro delle norme di attuazione, art. 10 (illeggibili, se non con l’ausilio di una lente di ingrandimento) allegate al modulo richiesta, predisposto dal Comune di Reggio Calabria per l’attivazione/cessazione o voltura del contratto di concessione dell’acqua.

“E adesso spogliateci tutti” dichiara l’Avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, perché in questo caso la realtà supera la fantasia e si tratta di somme consistenti, se si pensa che tale penale corrisponde per ogni anno di ritardo nell’effettuazione della voltura contrattuale, ad una percentuale” pari  al 20% dell’importo per consumi, accertato per misurazione fattane, ovvero dei consumi calcolati in via presuntiva ………nei casi di impossibilità di misurazione”  e molti nuclei familiari con disoccupati, pensionati, cassintegrati, in mobilità, ecc..ecc. ma anche ormai famiglie con redditi fissi, hanno superato la fatidica soglia di povertà e di sopportabilità, per  poter corrispondere una penale tirata fuori da qualche burocrate-prestigiatore e del tutto illegittima per una serie innumerevole di motivi.

La prima circostanza di non poco rilievo, è l’assoluta mancanza di trasparenza amministrativa nell’operato istituzionale dell’Ente, poichè non vengono indicati gli anni di riferimento sottoposti alla suddetta penale, non consentendo così ai cittadini di poter verificare, se tali richieste sono inficiate dall’intervenuta prescrizione, che nel caso dei consumi d’acqua è quinquennale.

Il contratto di utenza per il servizio idrico è un contratto di somministrazione a prestazione continuativa, posto in essere con adesione ad un contratto con moduli prestampati predisposti da una parte contraente Comune a cui il soggetto è obbligato a sottostare per poter avere la fornitura del servizio.

Dalle disposizioni allegate all’avviso di pagamento, emerge che, con riguardo alla richiesta di subentro in una utenza già attiva, viene richiesto il pagamento delle morosità pregresse addebitabili ai precedenti utenti, senza tener conto che, qualora il subentrante non intenda farsi carico di eventuali morosità pregresse, potrebbe scegliere di chiedere una nuova attivazione.

La maggior parte dei destinatari di tali avvisi di pagamento sono subentrati nel possesso degli immobili con contratti di compravendita, locazione, comodato, e quindi nessun rapporto giuridico conservano con i precedenti titolari, che possa imporre loro di pagare i debiti pregressi per ottenere un contratto di voltura, senza contare gli assegnatari di alloggi subentrati nel possesso degli immobili, ma che non hanno ancora ricevuto da parte del Comune tale riconoscimento, con la conseguenza che pur continuando a pagare i relativi consumi di acqua, non hanno potuto effettuare la relativa voltura contrattuale.

L’art. 15 del Regolamento Comunale per la concessione dell’acqua potabile nega la voltura della suddetta concessione nei casi di passaggio di proprietà dell’immobile al quale essa si riferisce, qualora il precedente utente sia rimasto debitore per canoni non pagati o per qualsiasi altra causa, salvo che il successore non si assuma l’obbligo del pagamento.

Tale articolo già sottoposto dall’Unione Nazionale Consumatori Calabria per la sua vessatorietà alla “Commissione Nazionale per la Vigilanza sulle Risorse Idriche”, in data 09.06.2011, è stato considerato dalla stessa  con nota del 25.07.2011, suscettibile di “perplessità relativamente all’obbligo di presentare i bollettini dei versamenti degli ultimi cinque anni, sembrando che tale previsione ponga in capo al nuovo utente le eventuali inadempienze di una precedente utenza”, ed ha sollecitato il Comune di Reggio Calabria a fornire le proprie valutazioni in merito.

Tali richieste sono altresì illegittime poiché in virtù di tale penale, nel caso in cui non è possibile calcolare la misurazione effettiva dei consumi di acqua, l’Ente ricorrerà a quella presuntiva.

Su tale argomento già una delibera del CIPE del 2001 ha imposto l’eliminazione del cosiddetto  "quantitativo minimo" contrattuale di acqua, pertanto  l'utente è tenuto a pagare solo l’acqua che consuma ed in giurisprudenza è stato ripetutamente affermato che ogni pretesa dei Comuni basata su un consumo minimo presunto o a forfait è illegittima.

Tale principio è stato ribadito più volte anche dalla Corte di Cassazione, la quale spingendosi oltre, ha affermato che “in difetto di rilevazione del consumo effettivo, non sia comunque consentito in materia far ricorso a criteri di consumo presuntivo, parificando addirittura la mancata rilevazione del consumo, alla mancanza di consumo ed escludendo che sia dovuta qualunque somma da chi pure abbia usufruito del relativo servizio”.

Ma a chi spetta l’accertamento del consumo effettivo se non al Comune ? Ed infatti il Regolamento comunale per il servizio idrico, puntualmente disatteso, prevede (art. 42) non solo la lettura quadrimestrale dei contatori, ma addirittura dispone che l’agente incaricato per la verifica o lettura del contatore, debba lasciare nell’interno della nicchia del contatore stesso, un modulo contenente l’indicazione della lettura fatta, quando non sia possibile consegnarlo all’utente stesso o a persona di sua fiducia, pertanto ogni ritardo sulle letture annuali, determina un inadempimento contrattuale che danneggia le famiglie e che dovrebbe essere rimborsato ai cittadini con un indennizzo automatico.

Tutto ciò determina irregolarità nell’invio delle fatture, risultando esse non trasparenti e rendendo impossibile per il cittadino verificare la regolarità del conteggio delle somme da pagare.

Per tale motivi, l’Unione Nazionale Consumatori Calabria, nell’invitare il Comune di Reggio Calabria ad annullare tale penale che darà avvio a numerosi contenziosi, si opporrà alle richieste illegittime di pagamento per l’omessa voltura dei contratti d’acqua, che penalizzano numerosi cittadini che non hanno ormai più intenzione di pagare ogni richiesta propinata per rimpinguare le casse comunali rimaste a secco.

Chiunque volesse reperire ulteriori informazioni potrà contattare l’ufficio legale della stessa al recapito  telefonico 0965/24793.

 
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