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Nel mondo degli inganni e dei raggiri, le truffe in danno di chi cerca lavoro sono tra le più spregevoli perché fanno leva sulle speranze di chi sta cercando un’occupazione con il solo intento di “spillare” dei soldi al malcapitato di turno
Proprio per analizzare i raggiri più frequenti e le tecniche più utilizzate dai truffatori, la nostra Unione ha di recente realizzato un’inchiesta da cui emerge che i truffatori scelgono principalmente i giovani come vittime predilette: desiderosi di accedere al mondo del lavoro, sono infatti inclini a trascurare quelli che invece rappresentano dei veri e propri campanelli di allarme. Complice la crisi, dobbiamo aggiungere che stanno aumentando i casi di raggiri anche in danno di persone appartenenti ad altre fasce di età, magari padri di famiglia che hanno da poco perso il lavoro e sono in cerca di nuova occupazione
Ecco i casi di truffa più frequenti: |
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L'inflazione tendenziale in lieve frenata a gennaio. Secondo le stime preliminari dell'Istat, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettivita' (Nic), comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente e del 3,2% nei confronti di gennaio 2011. Era a +3,3% a dicembre 2011.
L'inflazione acquisita per il 2012, sottolinea l'Istat che oggi ha diffuso i dati provvisori, e' pari all'1,6%. L'inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, e' stabile al 2,4%. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo scende al 2,2% dal 2,3%, di dicembre. |
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La provvigione del mediatore per la compravendita immobiliare deve essere parametrata al reale valore dell’affare e non al prezzo dichiarato dalle parti. E se la conclusione del negozio è stata dolosamente occultata al mediatore, la prescrizione del suo diritto alla provvigione decorre da quanto ha avuto notizia della vendita. Lo ha affermato Cassazione, con la sentenza 24444/11.
Concludono un contratto di compravendita immobiliare, estromettendo il mediatore che li aveva messi in contatto, e quando quest’ultimo chiede la provvigione, si rifiutano di pagarla. La vicenda giunge, così, nelle aule di un Giudice di pace dove, finalmente, il mediatore ottiene giustizia e si vede riconosciuta la mediazione. L’acquirente, però, non si rassegna e propone ricorso per cassazione. |
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Indipendentemente dal valore sociale e dal significato del carnevale, si deve sottolineare che in questa occasione sono tollerate alcune trasgressioni che, se rimangono nei giusti limiti, sono un momento di evasione e di allegria, altrimenti possono dare origine ad incidenti o danni anche seri.
Il trucco ed il mascheramento sono, soprattutto per i bambini, il principale “ingrediente” della festa, bisogna però fare molta attenzione ai materiali che costituiscono le varie creme, fondo tinta, rossetti, ecc. che dovrebbero essere acquistati soltanto da rivenditori fidati che ne garantiscono la sicurezza. Si deve mettere in evidenza che la pelle assorbe con molta facilità le sostanze chimiche che vi vengono applicate; quindi se una crema contiene una sostanza tossica, questa viene assorbita causando danno non sempre prevedibili. |
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Quanto è veloce la nostra connessione a Internet? La risposta a questa domanda, fondamentale per verificare se il nostro fornitore di accesso rispetta gli obblighi contrattuali, si può ottenere grazie al software gratuito Ne.Me.Sys., scaricabile dal sito www.agcom.it dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (cliccare sul link “La pagina del consumatore”, quindi sul link “Misurare la qualità della connessione a Internet”). |
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Gianluca Tarantino
Nell'ipotesi in cui un correntista di una banca denunci di non aver sottoscritto un assegno pagato dalla banca ad un terzo, spetta alla banca dimostrare di aver agito con diligenza e di aver verificato, con rigore, la corrispondenza tra la firma sull'assegno e lo specimen depositato. In caso contrario, la banca è tenuta al rimborso integrale delle somme addebitate al proprio cliente per il pagamento dei suddetti assegni. Questo è il principio espresso dal Tribunale di Prato con la sentenza del 11 novembre, con la quale si descrive con chiarezza il profilo della responsabilità della banca per il pagamento di assegni presentati all'incasso anche se con firma falsa, nonché la azioni riconosciute alla banca stessa, nei confronti degli altri istituti di credito o di terzi che hanno beneficiato dell'assegno emesso con firma risultata, successivamente, apocrifa. |
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