Il mobbing è una situazione lavorativa di conflittualità sistematica, persistente, in cui una o più persone vengono fatte oggetto di azioni ad alto contenuto persecutorio da parte di uno o più aggressori in posizione superiore, inferiore o di parità, con lo scopo di causare alla vittima danni di vario tipo e gravità.
Il fenomeno del mobbing, sta assumendo sempre maggiore interesse, per le sue possibili, gravi, conseguenze sulla salute psicofisica dei lavoratori. il termine mobbing, significa «attaccare», «accerchiare», ma quale sia il termine che si usa, resta il contenuto che si concreta in un atteggiamento da parte del datore o dei colleghi inteso a vessare, umiliare, screditare, un lavoratore.
Generalmente un tale comportamento ha lo scopo di allontanare il dipendente indesiderato dal posto di lavoro tramite le dimissioni dello stesso, ma non si può escludere che tali comportamenti trovino origine in altri fattori (inimicizie, gelosie, competizione eccessiva sul posto di lavoro ecc.).
Partendo da queste norme generali a tutela della salute dei lavoratori, la giurisprudenza ha individuato una serie di comportamenti tipici che caratterizzano il mobbing:
• trasferimenti ingiustificati del dipendente;
• emarginazione o isolamento del lavoratore;
• dequalificazione, demansionamento e svuotamento delle mansioni;
• sottrazione di compiti e responsabilità caratteristiche delle mansioni con eventuale assegnazione ad altri dipendenti;
• continuo sovraccarico di lavoro;
• richiami continui e ingiustificati;
• molestie sessuali.
Presso la sede Regionale dell’Unione Nazionale Consumatori di Reggio Calabria, è operante da anni un osservatorio sui fenomeni connessi al mobbing, dove chiunque potrà rivolgersi per ottenere chiarimenti su tale fenomeno che il più delle volte non viene manifestato per timore delle possibili reazioni o ritorsioni del datore di lavoro.
Qui di seguito sono elencati alcuni consigli per mettere in condizione chi subisce vessazioni ed angherie sul luogo di lavoro, di resistere, organizzarsi, reagire, lottare contro le sopraffazioni.
1. Avere pazienza:
Il viaggio contro il mobbing è lungo, duro e difficile, dopo un periodo iniziale di scoramento e di depressione ritroverete la forza di vivere, di sorridere, di sconfiggere i vostri aggressori, di essere giustamente risarciti per i danni subiti.
2. Non cedere allo scoramento ed alla depressione:
Il mobbing cui siete sottoposti non avviene per colpa vostra: le motivazioni socio-psicologiche alla base del mobbing sono molteplici e complesse, voi siete solo un capro espiatorio di una situazione che non dipende da vostre colpe.
3. Non pensare alle dimissioni:
La prima cosa alla quale un mobbizzato pensa è quella di fuggire e di liberarsi dalla situazione stressante, abbandonando la scena. In effetti spesso il mobbing ha solo lo scopo di “poter licenziare impunemente”. Dare le dimissioni vi libera, è vero, dal mobbing ma con le dimissioni “la date vinta al mobber” e vi precludete qualsiasi successiva azione risarcitoria nei vostri confronti. Ricorrete ad un periodo di malattia solo per il tempo strettamente necessario.
4. Non pensare di essere gli unici:
Si calcola che in Italia vi siano almeno un milione e mezzo di mobbizzati (circa il 6% della forza lavoro), siete solo uno dei tanti.
5. Raccogliete la documentazione delle vessazioni subite:
Poiché il mobbing, anche se non vi è una legislazione precisa e ad hoc contro di esso, rientra in fattispecie di reati previsti e penalmente perseguibili e di illeciti amministrativi (per esempio, abuso di potere, minacce, violenza privata, diffamazione, calunnia, lesioni personali, etc; demansionamento, dequalificazione, etc.), è necessario che voi documentiate nel modo migliore possibile le azioni mobbizzanti messe in atto nei vostri confronti. Pertanto:
· Trovate colleghi disposti a testimoniare (anche se è difficile……..)
· Tenete un resoconto di ogni azione mobbizante contenente: data, ora, luogo, autore, descrizione, persone presenti, testimoni
· Tenete un resoconto delle conseguenze psico-fisiche sul vostro organismo delle azioni mobbizzanti (il mobbing fa ammalare: i sintomi di questa malattia possono essere psichici, fisici e del comportamento.
· Mettete in forma scritta e fate protocollare o spedite per raccomandata A.R. ogni vostra richiesta: trasformate qualsiasi ordine verbale ricevuto, in interrogazione scritta (“a voce mi è stato detto di fare questo, chiedo conferma scritta”). Molto spesso non riceverete risposta: ciò sarà la prova di una tra le azioni mobbizzanti.
6. Denunciate il mobbing:
E’ questa una attività da attuare con ponderata attenzione: evitate che le denuncie possano esporvi a ritorsioni (possibili querele per diffamazione).
Chiedete copia della documentazione esistente negli atti d'ufficio e nel vostro fascicolo personale: è un vostro diritto (legge 241/90 sulla trasparenza amministrativa e legge 675/96 cosiddetta sulla "privacy") l'accesso agli atti d'ufficio che vi riguardano e al vostro fascicolo personale per poter ottenere copia di tutti i documenti che vi interessano.

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