Home Mobbing

Ultime notizie

Cerca


Mobbing
NON E' MOBBING IL MERO SVUOTAMENTO DELLE MANSIONI DEL DIPENDENTE Stampa E-mail
Lunedì 08 Aprile 2013 05:17
 La Corte di Cassazione, con sentenza n. 7985 del 2 aprile 2013, ha affermato che il mobbing presuppone l'esistenza, e, quindi, l'allegazione di una serie di atti vessatori teologicamente collegati al fine dell'emarginazione del soggetto passivo. Sulla base di tale principio la Suprema Corte ha rigettato il ricorso proposto da un dipendente comunale avente ad oggetto la declaratoria dell'illegittimità della revoca dell'incarico di responsabile dì sezione con conseguente sua reintegrazione nel posto precedentemente occupato e condanna di controparte al risarcimento dei danni. In particolare i giudici di legittimità, confermando la sentenza del giudice d'appello, hanno affermato che "non vi è contraddittorietà della motivazione in quanto il ricorrente non tiene conto che secondo la Corte del merito il mobbing presuppone l'esistenza, e, quindi, l'allegazione di una serie di atti vessatori teologicamente collegati al fine dell'emarginazione del soggetto passivo.
Leggi tutto...
 
CASSAZIONE: SE L'AZIENDA NON PROTEGGE DAL MOBBING, IL LAVORATORE VA RISARCITO Stampa E-mail
Martedì 29 Gennaio 2013 06:23
 Il lunedì è il giorno nero della settimana, soprattutto per chi deve andare a lavorare. E ancor di più per chi subisce angherie dai propri colleghi, ossia "mobbing". 

Una sentenza della Cassazione, la 1471/2013, mette in chiaro il ruolo giocato dal datore di lavoro in tali situazioni: l'azienda ha sempre l'obbligo di proteggere il proprio dipendente, se al corrente del perpetrarsi di questa situazione. 

Non farlo può far scattare l'obbligo di risarcire la vittima per il danno subito.

Nel caso specifico la Sezione Lavoro della Suprema Corte ha convalidato una condanna a risarcimento danni nei confronti di un'azienda veneta, rea di non aver messo fine "alla protrazione nel tempo del mobbing consistito in dileggio e altre vessazioni" ai danni di un lavoratore che, oltretutto, era stato demansionato. 

I giudici della Cassazione hanno spiegato che "il datore di lavoro è obbligato a risarcire al dipendente il danno biologico conseguente ad una pratica di mobbing posta in essere dai colleghi dove venga accertato che, pur essendo a conoscenza dei comportamenti scorretti posti in essere da questi ultimi, non si sia attivato per farli cessare". Quindi quella dell'azienda è una "responsabilità omissiva". 

Nel difendersi l'azienda aveva sostenuto "di non avere saputo, prima del novembre 2003, degli episodi di dileggio di cui il lavoratore fu vittima da parte dei colleghi". La sezione Lavoro ha però evidenziato che il datore di lavoro deve "dimostrare di avere adottato tutte le misure dirette ad impedire la protrazione della condotta illecita". Se non lo fa, "è obbligato a risarcire al dipendente il danno biologico conseguente ad una pratica di mobbing posta in essere dai colleghi".

Barbara LG Sordi

 
DIPENDENTE VESSATA: DATORE DI LAVORO OBBLIGATO A RISARCIRE ANCHE SE MANCA IL MOBBING Stampa E-mail
Giovedì 03 Gennaio 2013 06:24
 Davvero difficile la vita per una donna impiegata in una farmacia: a renderle il lavoro ancora più duro i comportamenti degli altri lavoratori e del proprietario. Legittima la richiesta di risarcimento presentata dalla lavoratrice, sia per i danni esistenziali che per il pensionamento anticipato. Ribaltata la prospettiva tracciata in Appello: anche se non emerge un intento persecutorio, vanno analizzati i singoli episodi per valutare la responsabilità del datore di lavoro, e il relativo risarcimento.     

Episodi sgradevoli, e ripetuti nel tempo: vittima è una donna, dipendente di una farmacia. Sotto accusa il titolare, che non può essere salvato dalla semplice mancanza di un fil rouge che leghi le diverse vessazioni e che consenta di contestare l’ipotesi del mobbing (Cassazione, sentenza 18927/12).

Leggi tutto...
 
MOBBING: L'IMPIEGATO VESSATO VA RISARCITO Stampa E-mail
Lunedì 17 Dicembre 2012 06:21
 Il capo deve risarcire l'impiegato per le vessazioni - fisiche o morali - patite. La Cassazione ha convalidato un risarcimento danni di 3 mila euro a vantaggio di E. C., impiegata fresca di assunzione, molestata sia moralmente che fisicamente dal superiore gerarchico F. P. 
Leggi tutto...
 
CASSAZIONE: DISCRIMINAZIONI SUL LAVORO RISARCITE ANCHE SE NON C'E' MOBBING Stampa E-mail
Giovedì 08 Novembre 2012 06:27
 Le vessazioni e le discriminazione subite sul posto di lavoro vanno risarcite anche quando manca la prova per configurare il reato di mobbing. E' quanto afferma la Corte di Cassazione con sentenza n.18927/2012 occupandosi di un caso in cui pur non essendo possibile individuare l'esistenza di un vero e proprio intento persecutorio, idoneo a poter configurare un'ipotesi di mobbing, ha ritenuto che comunque alcuni singoli comportamenti del datore di lavoro, messi in qualche modo in relazione con altri comportamenti denunciati, potessero considerarsi vessatori e mortificanti per il dipendente.

Con questa motivazione la Corte ha dato ragione a una farmacista che aveva chiesto di essere risarcita per i danni subiti in quanto ammalatasi di depressione grave a causa di continue angherie subite dal titolare e dai colleghi. La donna, che era la più anziana del gruppo, era stata infatti presa di mira poichè non era in grado di usare il sistema informatico. 

Leggi tutto...
 
LOTTA IN CLASSE MA UNO STUDENTE RIMANE FERITO: GIOCO ? NO E' VIOLENZA Stampa E-mail
Giovedì 24 Maggio 2012 05:26
 Lotta come gioco tra adolescenti, ma la ‘soglia limite’ della violenza è sottile e facilmente superabile. Da lì si cade nel bullismo e nell’abuso. Che comporta una legittima condanna, nonostante il contesto (la classe scolastica) e nonostante la presenza di compagni di classe e persino dell’insegnante (Cassazione, sentenza 11620/12).

È l’ennesimo, increscioso episodio di bullismo tra le mura di una scuola ad entrare ancora in un’aula di giustizia. A dare il ‘la’ una lotta dai caratteri ludici che, poi, però, si trasforma in una sottomissione per il ragazzo soccombente. E gli effetti sono evidenti: le lesioni subite dalla vittima vengono accertate anche da un medico. A finire sotto accusa tre compagni di classe: a questi vengono contestate lesioni personali e violenza privata, con l’aggravante della violenza sessuale. Solo lotta? 

Leggi tutto...
 
MOBBING: ANCORA UN CHIARIMENTO DALLA CASSAZIONE Stampa E-mail
Lunedì 30 Gennaio 2012 06:26
La Corte di Cassazione con la sentenza, la n.87 del 10 gennaio 2012, mette in evidenza quali sono gli elementi per poter considerare alcune condotte come mobbing. Innanzitutto la Corte ricorda che quando si parla di mobbing si fa riferimento a delle condotte sistematiche e protratte nel tempo, a sistematici reiterati comportamenti ostili nei confronti del lavoratore che finiscono per diventare delle vere e proprie forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica. Si tratta di comportamenti che secondo la Corte possono condurre ad una mortificazione morale e ad un'emarginazione del lavoratore andando a ledere il suo equilibrio psicofisico.
Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 2

Iscriviti per le notizie










CENTRO DIFESA DEL MALATO

Dammi un consiglio!



SERVIZIO GRATUITO


UN AVVOCATO A CASA TUA 

SERVIZIO PER DISABILI