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I CONSUMI E LA STATISTICA DI TRILUSSA E-mail
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La crisi economica doveva essere terminata o comunque in dirittura d’arrivo ed invece,  adesso si preannuncia  una manovra finanziaria assolutamente invasiva con tagli che vanno a colpire in maniera indiscriminata le persone e i redditi delle famiglie e conseguentemente incideranno in misura consistente sui consumi.
La “stangata” che come preannunziata, si abbatterà principalmente su pensionati e lavoratori a reddito fisso, deprimerà ulteriormente il mercato, comprimendo i consumi e costringendo i cittadini ad ulteriori sacrifici e risparmi.
Il cittadino comune non può fare a meno di chiedersi perché in un paese definito democratico debba esistere un abissale divario tra le caste “privilegiate”,  ed una massa sterminata di gente senza lavoro, col lavoro precario o con una pensione da fame e di lavoratori che, nell’80% dei casi secondo l’ISTAT, non raggiunge i 1.500 euro al mese di salario. Indegni sono i vorticosi giri di soldi intorno al mondo degli appalti pilotati dalla politica, come indegni sono i salari medi degli italiani.
Però possiamo stare tranquilli, perchè questa volta come già preannunziato a meno di repentini cambiamenti di rotta, i sacrifici li faranno anche i politici, infatti procederanno ad un intervento di riduzione di almeno il 5% sullo stipendio dei ministri e dei parlamentari, in che vuol dire approssimativamente facendo un po’ di conti in tasca, che se un parlamentare per esempio percepisce al mese euro 20.000,  tolto il 5%, dovrà riuscire a sopravvivere con soli euro 19.000.
 
Però come recitava il famoso poeta Trilussa i sacrifici per statistica colpiscono tutti
 
Sai ched’è la statistica? È ’na cosa
che serve pe’ fa’ un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che sposa.
Ma pe’ me la statistica curiosa
è dove c’entra la percentuale,
pe’ via che, lì, la media è sempre eguale
puro co’ la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
secondo le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:
e, se nun entra ne le spese tue,
t’entra ne la statistica lo stesso
perché c’è un antro che ne magna due.
 

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