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CON LE SCADENZE DI TARES E IMU RISCHIO DEFAULT PER LE FAMIGLIE: LA DENUNCIA DELL'UNC CALABRIA Stampa
 Marcia indietro sulla TARES,  infatti il compromesso raggiunto dal Governo con i Sindaci d’Italia e le associazioni di categoria delle imprese pubbliche e private, ha determinato contrariamente a quanto previsto dalla Legge n° 11 del 2013 che aveva fissato lo slittamento al mese di luglio 2013 della scadenza della prima rata del nuovo tributo, l’anticipo di tale pagamento a Maggio 2013, mentre le nuove tariffe di aumento previste per gli immobili, pari a  30 centesimi in più a metro quadro, si applicheranno solo a dicembre.

I Comuni quindi potranno utilizzare per i pagamenti della raccolta rifiuti le vecchie modalità, ovvero la riscossione in tre rate da maggio a dicembre e solo a fine anno con l’ultima rata, sarà applicata la sovrattassa legata all'aumento introdotto dalla nuova tassa sui rifiuti, ovvero 30 centesimi in più a metro quadro, chiesti come contributo per la copertura dei costi indivisibili (strade, illuminazione e così via).

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EMERGENZA RIFIUTI: INTERVENGA IL PREFETTO E SI REVOCHI L'AUMENTO TARSU Stampa
 E’ ancora emergenza rifiuti, continuano a vedersi nelle strade di Reggio Calabria e Provincia, nonostante i numerosi appelli di cittadini ed associazioni varie, che si battono per la tutela della salute e dell’ambiente, cumuli di rifiuti ammassati in attesa di essere raccolti e smaltiti e quindi continua il disagio dei cittadini che si prolunga ormai  incessantemente da troppo tempo.

La raccolta dei rifiuti solidi urbani non riesce proprio a trovare una via di sbocco a causa della gestione complessiva delle discariche in ambito regionale.

In diverse zone della città e non solo, i rifiuti tornano a traboccare fuori dai cassonetti accumulandosi ai bordi delle strade in vere e proprie discariche a cielo aperto e nonostante i buoni propositi e le rassicurazioni udite nelle settimane scorse, il problema rimane irrisolto.

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LE VORAGINI NELLE STRADE COSTITUISCONO UN SERIO PERICOLO: LA DENUNCIA DELL'UNC CALABRIA Stampa
 Pervengono  quasi quotidianamente presso la sede dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, comunicazioni e lamentele circa il dissesto del manto stradale e riguardano ormai l’intero comprensorio urbano ed extraurbano, e si tratta ormai di buche che per profondità ed ampiezza, assumono l’aspetto di vere voragini.

Basterebbe fare un giro  per la città e dintorni, per rendersi conto che le voragini sono ovunque e su ogni strada, via Ravagnese, via San Brunello, via Reggio Campi, via Sbarre Centrali, in via Condera e via Vito inferiore vi sono ampi crateri e gli automobilisti sono costretti a fare delle gincane per evitare di distruggere asse, braccetti delle sospensioni e ruote dei propri autoveicoli.

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L'UNC CALABRIA SVELA IL MECCANISMO "PERVERSO" DEL 118: SI PUO' MORIRE PER UNA SEGRETERIA TELEFONICA Stampa
 Che la sanità calabrese non fosse propriamente un modello da imitare, lo si sapeva già,  lo ha messo in luce anche  la relazione finale della Commissione parlamentare d'inchiesta per gli errori nella sanità, che evidenzia come la Calabria sia al secondo posto della classifica delle regioni in cui sono stati riscontrati più episodi di malasanità, ovviamente salvo i dovuti distinguo e le debite eccezioni, ma che si potesse addirittura morire per la mancanza di un semplice risponditore automatico (per i non addetti ai lavori trattasi di una semplice segreteria telefonica) o del servizio “Chi è”, non lo avevamo ancora appurato e siccome al peggio non c’è mai fine, il presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, presso cui opera il “Centro Difesa del Malato” Avv. Saverio Cuoco, svela il meccanismo “perverso” del 118.

Il 118 è un servizio pubblico di pronto intervento sanitario 24 ore su 24 che esplica un attività, rivolta alle sole urgenze, su tutto il territorio nazionale.

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INVIATE OLTRE 60.000 BOLLETTE TARSU E CANONE ACQUA: L'UNC CALABRIA PREANNUNCIA RICORSI Stampa
 Più lontano per il Comune di Reggio Calabria il rischio dissesto a seguito della pronuncia della sezione autonoma della Corte dei Conti che dovrebbe consentire di poter sfruttare la procedura anti dissesto prevista dal D.L. 174 del 2012, più vicino invece il dissesto delle famiglie  Reggine a seguito dell’invio delle bollette TARSU e canone acqua.

Sono state consegnate infatti a Poste Italiane oltre 60.000 bollette di pagamento della TARSU e Canone Acqua comprensive degli aumenti deliberati in data 31 Ottobre 2012 dalla Triade Commissariale del Comune di Reggio Calabria.

La percentuale di aumento della TARSU è pari al 60%, mentre per il canone acqua è pari al 130%, aumenti che non mancheranno di suscitare nei cittadini, comprensibili malcontenti,  se si considera che in Italia essi già patiscono una pressione fiscale unica al mondo, pari al 55%.

In merito agli aumenti deliberati, l’Avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori,  già nei giorni scorsi aveva ribadito che essi non si giustificano in considerazione dei servizi erogati, pressoché inesistenti.

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NESSUNA RACCOLTA RIFIUTI ? NON PAGO LA TARSU: L'UNC CALABRIA ANNUNCIA RICORSI Stampa
 Ogni tassa viene corrisposta per un servizio reso, pertanto se il servizio raccolta rifiuti non viene erogato, si ha il diritto a non pagare la TARSU.

E’ quanto sostiene l’Avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria che preannuncia ricorsi avverso le richieste di pagamento della TARSU, per la mancata raccolta dei rifiuti e per il mancato ribasso delle tariffe comunali che avrebbe dovuto comportare l’esecuzione diligente dei cittadini della raccolta differenziata.

L’associazione a tutela dei consumatori inoltrerà anche una richiesta risarcitoria di euro mille per ogni nucleo familiare, per il pericolo di epidemia e danni alla salute, nonché per i disagi patiti a causa dell’obbligo di dover convivere con cumuli di spazzatura che ostacolano anche la libera circolazione dei pedoni e degli automobilisti.

Sarà bene che il Comune inadempiente nell’erogazione di un servizio, trovi al più presto una soluzione stragiudiziale che soddisfi i cittadini, se vuole evitare di vedersi notificare innumerevoli richieste risarcitorie, la tassa sui rifiuti «indebitamente e illegittimamente» riscossa senza rendere alcun servizio raccolta, anzi mettendo in pericolo la salute dei cittadini e facendoli vivere nell’immondizia, va rimborsata se riscossa e non richiesta se non emesso il relativo avviso di pagamento,

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SULLA TRATTENUTA DEL 2,5% TFR: L'ENNESIMA "BEFFA" DELLO STATO A DANNO DEI LAVORATORI Stampa
 Lo Stato non smette di prelevare i soldi, non da indietro i soldi già trattenuti e non paga neppure i contenziosi in essere.

La norma, così come scritta, nel ripristinare con decorrenza retroattiva al 1/1/2011 il regime del TFS per tutti i dipendenti pubblici, evita di restituire il 2,5% ai dipendenti e, in cambio, gli stessi dovrebbero beneficiare delle vecchie regole, ovvero dell’accantonamento di una percentuale pari al 9,60% di cui il 7,10% a carico delle Amministrazioni.

Invece, con le regole, dichiarate incostituzionali, la percentuale di accantonamento era pari al 6,91% di cui il 4,41% a carico dell’amministrazione.

Quindi, ritornando, con effetti retroattivi, alle vecchie regole del TFS è vero che le Pubbliche Amministrazioni non sono costrette a restituire gli arretrati già trattenuti del 2,5%, ma dovrebbero versare all’INPS (già INPDAP) la differenza tra il 4,41% (che hanno versato dal 1 gennaio 2011 ad oggi) ed il 7,10% previsto dal previgente regime (ovvero dovrebbero versare, per ogni dipendente sottoposto al precedente regime, il 2,69% della retribuzione, (superiore al 2,5% che avrebbero dovuto restituire). E questo per tutto il 2011 e gran parte del 2012!

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STOP ALLA TRATTENUTA DEL 2,5% PER I DIPENDENTI PUBBLICI SUL TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO Stampa
 Stop alle trattenute del 2,5% sul Tfr in busta paga per i dipendenti pubblici.

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che, in attuazione della recente sentenza della Corte costituzionale n. 223 del 2012, ripristina la disciplina del trattamento di fine servizio nei riguardi del personale interessato dalla pronuncia

Il Consiglio dei Ministri, spiega la nota, "ha approvato un decreto legge che, in attuazione della recente sentenza della Corte Costituzionale n. 223 Del 2012, ripristina la disciplina del trattamento di fine servizio nei riguardi del personale interessato dalla pronuncia".

Quel prelievo dalle tasche dei lavoratori del settore pubblico era illegittimo. Perché, in sostanza, penalizza i lavoratori pubblici rispetto a quelli privati.

Su tale questione, l’Unione Nazionale Consumatori Calabria è stata la prima associazione di consumatori a denunciare  la ingiustizia di un tale comportamento delle Amministrazioni pubbliche ed ha promosso, diversi ricorsi ai Giudici del Lavoro, sul cui esito evidentemente, influirà la pronuncia della Corte Costituzionale, posto che la dichiarazione di incostituzionalità vincola i giudici di merito.

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